Ascoli, Fioravanti si gioca tutto con la Capitale della cultura mentre spunta la candidatura Corradetti (Lega)

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Sono trascorsi due anni e mezzo dall’elezione del nuovo sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e negli ambienti politici del centrodestra qualcuno comincia, già, a tirare le somme. A fare un’analisi di metà mandato dell’operato politico-amministrativo del primo cittadino. Tanti, infatti, in questi 1000 giorni di governo comunale a tinte sovraniste (Fratelli d’Italia-Lega-Liste civiche) sono stati gli annunci lanciati dal sindaco, grazie anche ad una grancassa mediatica a nota unica; pochi, invece, i fatti compiuti, le cose realizzate. O pressoché nessuna. Al punto che, secondo indiscrezioni provenienti da ambienti della stessa maggioranza, qualcuno ha iniziato ad esternare qualche malcontento ed a sollevare i primi dubbi. Anche, sembra, all’interno della stessa giunta comunale. Con alcuni assessori della Lega, sempre secondo fonti ben informate, non più disposti a fungere da semplice megafono politico del sindaco.

Attriti e dissensi che avrebbero prodotto anche un certo nervosismo nell’entourage del primo cittadino col risultato che, un mesetto fa, nel corso di una riunione, lo stesso Fioravanti dovette fare la voce grossa per cercare di arginare queste posizioni critiche. Mentre sullo sfondo, secondo voci che trapelano dall’interno di Palazzo Arengo, si starebbe aprendo uno scenario futuro clamoroso: quello cioè di giungere, nel 2024, ad una candidatura leghista per la guida della città (non dimentichiamo, infatti, che il Carroccio, ad Ascoli, è il primo partito; non dimentichiamo che dispone di ben sei consiglieri comunali e di quattro assessori, Monica Acciarri, compresa; e non dimentichiamo che, fino al giorno prima del tavolo nazionale Salvini-Meloni-Berlusconi, che rovesciò a sorpresa la situazione, il candidato sindaco era l’attuale consigliere regionale, Andrea Antonini).

Ma quale sarebbe questa figura alternativa a Fioravanti? Sempre secondo fonti ben informate, il candidato ideale pronto a raccogliere il testimone sarebbe l’assessore al Bilancio, Dario Corradetti, stimato commercialista, professionista serio e preparato, e figura autorevole negli ambienti politici della Destra sovranista. Corradetti dalla sua avrebbe anche l’appoggio della corrente del partito che fa capo all’assessore regionale alla Cultura, e già deputata, Giorgia Latini: ovvero gli assessori Monica Acciarri e Monia Vallesi, il capogruppo consiliare Mauro Agostini, e i consiglieri Luca Cappelli e Alessio Rosa, fino al responsabile provinciale, Roberto Maravalli. Defilata, invece, l’altra corrente, quella che si riconosce nel consigliere regionale, Antonini (già responsabile provinciale del partito), composta dall’assessore Nico Stallone, e dai consiglieri Patrizia Petracci, Flavia Cenciarini e Maurizio Simonetti.

E l’area moderata che fa? Come la pensa? Il rassemblement civico guidato dal vicesindaco Giovanni Silvestri e dall’assessore Donatella Ferretti, che, al ballottaggio, determinò la vittoria di Fioravanti sul rivale di Forza Italia, Piero Celani, che ruolo giocherebbe in questa partita? Silenzio assoluto. Tutto tace. In una sorta di appiattimento politico sulle posizioni sovraniste.

Intanto, si avvicina il giorno (18 gennaio) della selezione delle dieci città (su un totale di 23) che parteciperanno alla finale (15 marzo) del concorso “Capitale italiana della cultura 2024”. E il sindaco Fioravanti, su questo tavolo, si gioca gran parte (se non tutte) delle possibilità di ricandidatura.  

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