foto di Andrea Vagnoni “Ma allora perché non portiamo ‘Sempre lui. Perché Mussolini non muore mai’ ad Ascoli?”. Così, semplicemente, a cena, qualche mese fa, parlando con Sara Lucaroni, giornalista e scrittrice di
Una lectio magistralis. Anche se il generale Fabio Mini si schermirebbe (e in effetti lo ha fatto) di fronte a questa definizione. Eppure è stato questo, senza dubbio, l’incontro in cui ha presentato
Capitale italiana del libro. A settembre sapremo se San Benedetto del Tronto, oggi tra le undici città in corsa, passerà il turno e accederà alla rosa delle cinque finaliste. Il titolo è assegnato annualmente dal
“L’imam deve morire”: un titolo da thriller, ma anche un esercizio di memoria e geopolitica. L’on. Enzo Amendola, deputato del PD ed ex sottosegretario agli Esteri e poi agli Affari Europei e
La rassegna Offida CINEMAPERTO, giunta alla sua ventunesima edizione, sarà eccezionalmente dedicata quest’anno alla Palestina, con il titolo Palestina mon amour. L’associazione Blow up ha deciso di aprirsi all’approfondimento della questione palestinese per rispondere all’emergenza di un genocidio
Cronache ribelli. Quattro persone, quattro voci che lavorano in orizzontale e si presentano con una narrazione precisa e priva di orpelli, senza oratori singoli né portavoce. Sono collettivamente la voce di un
Strage. Una parola netta, di cui diventare consapevoli. Una parola che non si riferisce a un passato lontano o a un conflitto armato, ma a un presente sistemico, ripetuto, istituzionalizzato. Ogni anno,
Il miracolo si ripete. Come ogni estate, da 44 anni, Mimmo Minuto (che intervistammo lungamente QUI) officia la presentazione di un calendario eccezionale di eventi. E a San Benedetto del Tronto si
Luci abbassate, in scena solo un leggio e una sedia con una bottiglia d’acqua. Parte un sottofondo musicale drammatico e sul maxischermo compare l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Poi, il
foto di Andrea Vagnoni Quando sono arrivatə ai giardini di corso Vittorio Emanuele, il sole picchiava già forte. L’asfalto sembrava volerci ricordare che questa giornata, la prima nella storia di Ascoli Piceno,