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Le scaramanzie di Rozzi e Mazzone

A proposito di superstizioni. Venerdì scorso era il 17 giugno. Mamma mia che pessima giornata per coloro che credono a queste cose come passare sotto ad una scala, scavalcare una persona distesa sul pavimento, vedersi attraversare la strada da un gatto nero, rompere uno specchio, eccetera eccetera. Immagino che venerdì scorso sono stati in molti a restare chiusi in casa nel timore che l’infausta giornata potesse loro provocare un evento spiacevole. Di persone superstiziose ne ho conosciute tante ma due personaggi come Costantino Rozzi e Carlo Mazzone difficilmente hanno avuto rivali.

Vi racconto due episodi emblematici. Nel 1976 accompagnai Rozzi a Roma dove doveva effettuare una visita di controllo ad un suo cantiere di lavoro. Di ritorno dalla capitale, ero alla guida dell’auto, giunti all’altezza di Antrodoco poco oltre il bivio che porta all’Aquila, un gatto nero attraversò la strada. Costantino sobbalzò sul sedile ed urlò di fermarmi. Pensai che volesse aspettare che passasse un’altra auto, come di solito si fa, invece mi “ordinò di svoltare a destra per prendere la strada che conduceva all’Aquila. Così feci allungando di almeno un paio d’ore il percorso che ci avrebbe riportato ad Ascoli. Più scaramantici di così… non si potrebbe.

Era il mese di luglio del ’71. In attesa che l’Ascoli riprendesse la preparazione in vista del campionato di serie “C”, che si rivelò poi un autentico cammino trionfale, la sera dopocena ci si ritrovava puntualmente, Mazzone e quattro amici, al Circolo Del Duca per giocare a ramino. La posta in palio era molto bassa e chi vinceva la… devolveva al bar per consumare l’immancabile bottiglia di champagne. In quel mese uno dei giocatori vinse costantemente tutte le sere, una cosa da non credere. Mazzone, che detestava perdere, siglò con il fortunato vincitore una patto: prima di ogni partita devi scendere nello spogliatoio e ci stringiamo la mano, sarà il nostro gesto portafortuna.

Ebbene il rituale andò avanti per quasi tutte le partite del girone d’andata in cui si registrarono tante vittorie e qualche pareggio. Tranne l’ultima a Parma in quanto il porta fortuna rimase imbottigliato nel traffico e giunse a Parma in ritardo. Quindi niente stretta di mano che provocò la prima sconfitta dell’Ascoli per 2 a 1. Girone di ritorno: il traghetto attraccò nel porto Olbia  in ritardo rispetto all’inizio dell’incontro Olbia – Ascoli. Niente stretta di mano e seconda sconfitta per 1 a 0 che mandò Mazzone su tutte le furie. Seguirono poi tante vittorie ed un paio di pareggi. L’Ascoli, a poche giornate dal termine del campionato, andò a giocare a Massa. Il tizio portafortuna ebbe un contrattempo in autostrada: si ruppe il tergicristallo della sua auto e giunse allo stadio a partita già iniziata. Massese batte Ascoli 1 a 0. Non vi dico gli accidenti che Mazzone rivolse al portafortuna.

Morale della favola: dopo questi tre episodi vorreste che Mazzone non creda alla superstizione? 

Sandro Conti

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