Ascoli, un Giorno della Memoria dimenticato?

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“L’appuntamento del 27 gennaio in Italia e in Europa Giorno della Memoria è particolarmente importante, perché ricorda il giorno in cui le truppe sovietiche entrarono nel campo di Auschwitz e scoprirono al mondo l’orrore della Shoah, dello sterminio sistematico del popolo ebraico e di altre minoranze, come gli omosessuali, gli zingari, i malati. Questo è stato. E, come ci ha ammonito Primo Levi, potrebbe accadere ancora. Se non saremo sempre vigili, attenti, informati, solidali, attivi”. Così quest’anno la senatrice a vita Liliana Segre, scrittrice ed ex deportata proprio in quel campo.

Ascoli Piceno è entrata nel novero delle 10 città potenziali Città della Cultura 2024. Sarebbe importante che nei vari progetti proposti trovasse spazio, oltre alle antichità storiche, architettoniche e via dicendo, anche una memoria più recente che sembra molto trascurata. Ascoli Piceno è Città (non solo Provincia) Medaglia d’oro al Valor Militare. Il 12 settembre del 1943, infatti, i soldati tedeschi appena arrivati in città furono bloccati alle Casermette, nel quartiere di San Filippo, dai militari italiani aiutati dalla popolazione. Una colonna nemica fu imbottigliata, 114 soldati disarmati e 15 autocarri sequestrati dagli avieri e dagli ascolani armati dai primi partigiani. Durante gli scontri che seguirono nella città e nelle zone vicine fu ucciso Adriano Cinelli, uno studente che viene considerato il primo caduto della guerra di Liberazione dal nazifascismo.

Stride allora che il Sacrario di Colle San Marco sia così abbandonato e trascurato: una ferita per una città che si candida a essere Capitale della Cultura. Ma cos’è la cultura senza la memoria? Anzi con una memoria selettiva che relega la Resistenza a una marginalità ricordata solo quando alcune date lo rendono necessario; certe volte nemmeno quello dato che il 27 gennaio è stata una giornata senza “memoria”. 

Sul tema, anche la dichiarazione del comitato civico Ascolto & Partecipazione: “Nella Giornata della Memoria celebrata in diverse città italiane e in Europa con rappresentazioni teatrali, concerti, letture pubbliche, proiezioni di film e documentari e soprattutto testimonianze dirette degli ormai pochi sopravvissuti, il Comune di Ascoli non è andato oltre un minuto di raccoglimento nel coincidente Consiglio Comunale e il patrocinio all’iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale “Il portico di Padre Brown” di una preghiera congiunta ebraico-cattolica presso il Civico Cimitero. Davvero ben poca cosa da parte di una città insignita della doppia medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana. Nell’attuale momento in cui si ripetono con sempre maggiore frequenza episodi di razzismo e di antisemitismo, i pericolosi e incongrui accostamenti tra l’Olocausto, le leggi razziali e le norme anti Covid e le incivili espressioni del tifo calcistico locale contaminato da richiami di fede fascista e nazista occorre rinvigorire e tenere ben viva la memoria di questa giornata perché come disse Primo Levi “E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Non vorremmo che questa scarsa e svogliata attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale sia conseguenza della pressione che la maggioranza di destra esercita sul Sindaco, viste le polemiche che si scatenarono dalla sua parte politica quando firmò (a suo dire, convintamente) al nostro banchetto la proposta di Legge di Iniziativa Popolare contro la propaganda fascista e nazista. Se così fosse, sarebbe davvero molto grave“.

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