Sanità, Marcucci (Pd): “Situazione insostenibile, basta accorpamenti di reparti al Mazzoni”

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“Puntuale come un orologio svizzero, ecco che nel periodo estivo arriva il solito accorpamento dei reparti all’ospedale Mazzoni. Come già accaduto con l’urologia (accorpata con la chirurgia), adesso con l’unione della nefrologia alla medicina generale, il copione dello sfascio della nostra sanità si ripete. Purtroppo la situazione appare talmente drammatica che probabilmente questa situazione andrà avanti anche a estate finita. 

Siamo tornati indietro di sei anni, a prima cioè che la vecchia giunta di centrosinistra e un management accorto avevano deciso di non accorpare più i reparti durante l’estate, mantenendo un buon livello qualitativo e salvaguardando i diritti dei lavoratori della sanità.

È con rammarico che registriamo questo ritorno all’epoca degli accorpamenti, ulteriore sintomo di una sanità Picena che sta andando a rotoli. 

L’attuale direzione appare impegnata più in una caccia all’uomo interna per presunte appartenenze politiche che a organizzare la sanità nella maniera migliore per il territorio e per i cittadini. Questo sta accadendo in queste ore al dipartimento del territorio di San Benedetto, nel reparto di pediatria di Ascoli e nella scelta del primario di chirurgia (qui con un vero e proprio colpo di mano si è ignorato il vincitore del concorso e si è scelto il secondo classificato), ci sembra una questione più personalistica che altro, quasi una persecuzione verso chi è sgradito. 

Dove sono dunque i difensori dell’ospedale di Ascoli? Dov’è il sindaco Fioravanti che, quando le cose andavano tutto sommato bene, si atteggiava a paladino della sanità? Dov’è l’assessore regionale Castelli, quello che diceva che il Piceno con lui non sarebbe più stato la Cenerentola delle Marche? Non so se se n’è reso conto: adesso stiamo messi molto peggio di una Cenerentola!

Perché l’ospedale continui ad andare avanti non possiamo che confidare nella pazienza e nella professionalità degli operatori. A loro inoltre ci appelliamo perché continuino a denunciare senza indugi le mancanze e i soprusi che sono costretti a subire in questo momento”.

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