Cannabis, un incontro per confrontarsi senza pregiudizi

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La canapa è un vero e proprio maiale del mondo vegetale: quell’animale, insomma, di cui la cultura contadina dice che non si butta via niente”. Così ci si sono espressi più volte durante l’incontro di approfondimento sulle tematiche riguardanti la depenalizzazione della cannabis, con un focus sull’impatto a livello socio-sanitario ed economico, organizzato dal Collettivo Caciara lo scorso 27 settembre presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno. “La canapa è una coltura che può essere utilizzata dalla radice fino al seme, senza sprecare nulla, e dotata pertanto di grandi potenzialità in molti settori diversi”.

Gli organizzatori hanno sottolineato come il tema sia oggi di più all’ordine del giorno grazie al referendum per la legalizzazione della cannabis, ma che da tempo la questione era fra le tematiche d’interesse del collettivo. “Il nostro obiettivo è cercare sempre di legare il nazionale proiettandolo sul locale, ricostruendo sul nostro territorio un dibattito che su molte questioni è o assente o totalmente di parte. Vogliamo dare voce a idee, persone e realtà che pure esistono ma non trovano spazio per esprimersi”.

Fra gli intervenuti The Green Peaks Store di Ascoli Piceno, la HIGH Valley AP, azienda agricola coltivatrice di cannabis cbd indoor e outdoor di Acquasanta Terme, la EverweedCbd, azienda agricola coltivatrice di cannabis light di Amandola e Luigi Quattrini, medico psicoterapeuta e specialista in scienze dell’alimentazione. A tenere banco è fin da subito la questione raccolta firme. Il quesito referendario comprende tre diversi aspetti: abolizione del reato di coltivazione di cannabis, cancellazione delle pene detentive collegate alla coltivazione, ed eliminazione della sospensione e ritiro della patente di guida per chi coltiva cannabis (ma non per chi si mette alla guida sotto l’uso della sostanza).

Dopo una lunga battaglia il Consiglio dei ministri ha prorogato con un decreto-legge la data di scadenza per la presentazione delle firme dal 30 settembre al 31 ottobre. Una proroga chiesta dai promotori per ricevere i certificati elettorali dei firmatari, non ancora inviati dai Comuni per problemi burocratici. Sono 607mila le sottoscrizioni raccolte finora online tramite Spid (con i tanti dibattiti che ne sono scaturiti). Dal 4 ottobre la raccolta si è spostata solo nelle piazze, con l’intento di favorire il dibattito e far conoscere le ragioni della consultazione che, a questo punto, dovrebbe tenersi la prossima primavera. In Consiglio dei ministri la Lega si è astenuta sulla proroga in aperto dissenso con la decisione (era prima dello scoppio del caso Morisi).

I primi a parlare della propria esperienza sono quelli della High Valley AP, un’azienda agricola nata quasi due anni fa dal sogno di quattro ragazzi a Quintodecimo per riqualificare un territorio duramente colpito dal sisma, adoperando manodopera giovanile e locale per rivitalizzare terreni montani abbandonati. Producono cannabis light biologica e coltivata al 100% all’aperto ma l’obiettivo è anche culturale: costruire una cultura diffusa che contrasti contro la demonizzazione con argomenti razionali. “Mi ero sempre detto: ‘Se vorrai lavorare con la canapa dovrai andartene via dall’Italia’ e invece eccoci qua”.

La cannabis legale, detta anche cannabis light, marijuana light o canapa light è un’infiorescenza proveniente dalla stessa pianta: la cannabis sativa. La legge italiana attualmente è la 242/2016, entrata in vigore a gennaio 2017. Essa consente la coltivazione della canapa sativa depotenziata, ovvero geneticamente modificata affinché le quantità di THC siano inferiori allo 0,6%. I coltivatori sono quindi autorizzati a produrre canapa e, con certificazioni e autorizzazione ad hoc, possono anche permettersi di commercializzarla.

Grazie al basso contenuto di questo principio attivo (THC), non sono psicoattivi. Ciò è dovuto al contenuto elevato di cannabidiolo (CBD), che non crea assuefazione e possiede notevoli capacità rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche. Compare tra le terapie antidolorifiche più efficaci nel trattamento del cancro e risulta particolarmente utile anche contro l’epilessia, le malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer arginando rapidamente anche la schizofrenia, la depressione, l’insonnia e gli stati d’ansia.

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Per i fondatori della EverweedCbd la scelta di Amandola è stato dovuto a un terreno particolarmente adatto alla coltivazione della pianta. “Eravamo tre sconosciuti in un piccolissimo centro, ma dopo tre anni possiamo essere molto soddisfatti e abbiamo abbattuto il muro di diffidenza. Collaboriamo con l’università di Camerino, che manda studenti per studiare le varietà. Ci sono progetti per pesticidi biologici a base di canapa ad esempio. Sponsorizziamo l’Ascoli con soddisfazione perché dobbiamo superare i tabù legati a questa sostanza. E ve lo dico da testimone diretto della legalizzazione sia in California che in Canada”.

Aperto dallo scorso 16 giugno, il Green Peaks Store è il primo negozio fisico di Ascoli Piceno interamente dedicato a canapa e derivati. “Sono una persona molto curiosa e legata alle battaglie per i diritti civili; facevo l’operaio e mi sono lanciato in questa avventura”. Dai semi e dall’olio si produce cibo; gli scarti possono essere lavorati per diventare carta di ottima qualità, ottenuta da piante annuali anziché da alberi che impiegano molto tempo per ricrescere. È ottimo materiale per la bioedilizia, per la sua resistenza e capacità di regolare temperatura e umidità, e può dar vita a diversi tipi di bioplastica biodegradabile. Può trasformarsi in un buon combustibile green ed essere utilizzata per produrre bioplastiche resistenti da utilizzare anche per le scocche delle automobili, come aveva dimostrato Henry Ford con la creazione della Hemp Body car nel 1941, costituita all’80% da fibra di canapa e alimentata da etanolo ottenuto dalla stessa pianta. Ma può essere anche un tessuto ricavato da una coltivazione meno inquinante del cotone, più resistente e con proprietà antibatteriche e antifungine, e un ottimo prodotto cosmetico per la cura del corpo e dei capelli. Gli scarti della canapa, inoltre, possono essere utilizzati per realizzare materiali per la costruzione di supercondensatori impiegati nello stoccaggio di energia, materiali con prestazioni addirittura superiori al grafene. E fa bene all’ambiente: anche solo crescendo nei nostri campi, la canapa è in grado di sequestrare dall’atmosfera un quantitativo di CO2 che è quattro volte quello degli alberi comuni, e bonifica i terreni in cui viene coltivata, arieggiandoli e assorbendo materiali inquinanti.

Coltivata da millenni, la canapa ha origine nell’Asia Centrale.  Il suo utilizzo, come materiale industriale, medico e ricreativo ha accompagnato l’essere umano in tutta la sua storia. Per realizzare tessuti dai Mongoli, dai Tartari e dai Giapponesi già prima dell’avvento del cotone e della seta. Già 8000 anni fa veniva usata in Cina per la produzione di tessuti e per uso medico. Da quello che si apprende da diverse ricerche, nel 500 d.C. alcune piante di canapa sono arrivate in Europa: la sua diffusione è quasi sicuramente legata agli spostamenti delle tribù nomadi. A poco a poco la canapa ha acquisito sempre maggiore fama, vista la sua versatilità e i suoi tanti utilizzi, e attorno all’Anno Mille era definita la regina delle piante da fibra, usata per costruire le reti dei pescatori perché resistente all’acqua salata. Un altro importante step nella costruzione della fama della canapa si è avuto grazie ai Veneziani, responsabili della diffusione della pianta e dell’espansione del suo utilizzo nella creazione di corde e vele molto leggere e resistenti. L’italia era divenuto il secondo produttore mondiale di canapa, con quasi 1000 ettari di terreni coltivati, e primo fornitore della Marina Britannica. Le zone d’Italia più produttive erano il Ferrarese e il Bolognese ma c’erano coltivazioni di canapa anche in Liguria, Toscana, Umbria, Salerno, Napoli e in Sicilia.

L’uso a fini ricreativi era un aspetto estremamente marginale nell’intero complesso di applicazioni a cui veniva destinata la pianta e fino al 1937 non venne mai considerata dannosa per gli esseri umani e pericolosa per la società. Nella politica interna degli Stati Uniti la criminalizzazione della cannabis fu funzionale alla élite politica ed economica per due motivi paralleli. Da un lato, rappresentò l’escamotage perfetto per giustificare politiche di controllo sociale indirizzate contro le minoranze etniche. Dall’altro, servì a tutelare gli interessi economici delle industrie emergenti del farmaceutico, del petrolchimico e della carta, le più attive e coinvolte nella campagna propagandistica contro la cannabis.

Il Colorado (uno stato di 5,6 milioni di persone) sette anni fa è diventato il primo Stato americano a legalizzare l’uso ricreativo della marijuana. Nei primi cinque il gettito fiscale ha raggiunto il miliardo di dollari e nel 2018 ha toccato 266 milioni in dodici mesi. Questi introiti pubblici sono l’indicatore di un settore che ha conosciuto un’espansione costante, in tutti gli ambiti della filiera. L’intero business della marijuana dava lavoro a 41mila persone nel 2019. Insomma casse pubbliche ed economia privata hanno indubbiamente beneficiato dell’operazione.

Infine il dottor Quattrini ha sottolineato, oltre a tutti gli usi terapeutici, un elemento semplice “Cos’è una droga? Drugs in inglese sono le sostanze attive. Allora direi più il dosaggio. Ecco, si tratta di valutare caso per caso ed essere consapevoli degli effetti. Oggi qualsiasi medico può prescriverla, certo è che molti sono ancora prevenuti nonostante gli studi ormai assodati. E poi c’è il problema di trovarla in farmacia, le scorte sono ancora troppo poche…”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e il seguente testo "MEGLIO LEGALE Incontro sulla legalizzazione della cannabis 24.09.2021 ore 18:00 Libreria Rinascita COLLETIX GReEN peaks"

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

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