Hub vaccinale, si dovrebbe tornare al Palazzetto di Monticelli

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Il giustificato desiderio dei marchigiani di vaccinarsi, vista la difficile situazione pandemica, sta rendendo però difficile a tutti l’accesso ai punti vaccinali. Aumenteremo i posti a disposizione per le prenotazioni dalle prossime ore per garantire a tutti l’accesso entro i termini“. Questo aveva dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini. E in effetti è oltre un mese che i cittadini (e le opposizioni in Consiglio comunale, ne avevamo parlato QUI) lamentano lunghe code all’aperto e assembramenti di fronte all’hub vaccinale di Ascoli Piceno, presso la Casa della Gioventù in piazza Roberto Strulli. Oggi dovrebbe esserci l’annuncio dell’accordo dell’Amministrazione comunale con l’Asur regionale per il ritorno presso il Palazzetto dello Sport di Monticelli.

Già a novembre l’allora direttore dell’Area vasta 5, Cesare Milani aveva dichiarato che il centro vaccinale era troppo piccolo, data la richiesta. Si era tentato di arginare i disagi riservando la somministrazione solo a coloro che avevano prenotato (eccetto che per le prime dosi), ma non era bastato. Milani, alla ricerca di spazi, aveva fatto appello anche ai privati, visto che il Comune sembrava non voler concedere le palestre, sia di Monticelli, sia a Monterocco, in quanto occupate dalle attività sportive. Ora si torna al passato, la situazione ha obbligato all’unica soluzione possibile, da molti reclamata fin da subito, vista l’ottima organizzazione che aveva garantito. Riportiamo le dichiarazioni del consigliere comunale e segretario provinciale del Pd Francesco Ameli.

Green pass falsi e vaccini fantasma

Intanto, sempre oggi, sempre ad Ascoli Piceno e sempre sulla questione vaccini si registra una notizia che ha fatto il giro dei siti d’informazione nazionali. Un medico di medicina generale convenzionato con l’Azienda sanitaria regionale delle Marche, è stato arrestato, con un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura, a causa di 120 dosi di vaccino anti-covid ritirate dal centro vaccinale e non somministrate e 150 attestazioni di avvenuta somministrazione ritenute false, in quanto sarebbero state rilasciate senza inoculamento – consentendo il rilascio di Green pass – a 73 soggetti.

L’uomo ora dovrà rispondere dell’accusa di falso in atto pubblico (per le 150 attestazioni) e di peculato per le dosi di cui si sarebbe disfatto, secondo il procuratore Umberto Monti. L’ordinanza interessa anche una delle 73 persone che hanno ottenuto i Green pass ritenuti falsi, per la quale è stata disposta invece la detenzione domiciliare. Tutti i 73 Green pass ritenuti falsi sono stati sequestrati. Ai soggetti interessati sono stati sequestrati anche telefoni cellulari e altro materiale che per la Procura di Ascoli sono utili ai fini della ricostruzione degli esatti confini della vicenda. A carico di ognuno dei 73 soggetti possessori di Green pass falsi è ipotizzato il reato di falso in concorso con il medico.

Le indagini si sono sviluppate fra settembre e dicembre 2021 e si sono basate su attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento, riprese video, acquisizioni documentali, tutte volte all’accertamento e alla verifica della reale somministrazione delle dosi dopo che erano state ritirate dal medico stesso. Gli elementi che la procura è riuscita a rilevare, anche grazie ad alcune prove fornite dall’Azienda sanitaria regionale, sono: un numero di vaccinazioni eseguite notevolmente più alto rispetto a quelle effettuate da altri medici convenzionati, vaccinazioni effettuate in gran parte a soggetti che non erano propri assistiti e in certi casi a soggetti provenienti da fuori regione, tempi ritardati rispetto a quanto prescritto per l’inserimento delle attestazioni di avvenuta vaccinazione nel sistema informatico del Ministero della salute. Gli spunti investigativi sono stati raccolti dai carabinieri del Nucleo investigativo, Nucleo operativo e della stazione di Ascoli che dai primi accertamenti hanno ravvisato anomalie nelle modalità di vaccinazione seguite dal medico di medicina generale.

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

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