Si salverà il giornalismo locale?

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Spesso si è detto che, soprattutto con l’arrivo di internet, l’informazione a cui avremmo potuto avere accesso in futuro sarebbe stata sempre più globale, lasciando scoperte le notizie più vicine, quello che succede nella nostra città e nei quartieri, e rendendo quindi necessario un buon giornalismo locale. Al contempo si sosteneva che, con il crollo dei ricavi pubblicitari, dovuti sia a una generale perdita di copie, sia allo spostamento dell’informazione online, i numeri dei piccoli quotidiani locali su internet non avrebbero permesso di colmare le perdite nei bilanci. Come spesso avviene in questi casi, la realtà era (ed è) molto più complessa dei due estremi, ma entrambi contenevano delle verità.

La chiusura o il ridimensionamento dei quotidiani locali è un problema che riguarda tutti i Paesi. Dal 2004 al 2018 negli Stati Uniti circa 1800 giornali locali hanno chiuso i battenti, lasciando 200 contee senza un giornale, e metà delle contee di tutto il paese con al massimo un giornale solo (le contee sono le amministrazioni locali in cui sono suddivisi gli Stati americani). Nel frattempo, sono nate soltanto 400 testate locali online. La pandemia del Covid-19 ha assestato in molti casi il colpo di grazia a realtà già colpite negli anni scorsi dalla diffusione dei social network e dalla crisi dei modelli di business dei giornali tradizionali.

Se non tutti chiudono, i cali di vendite di molti giornali locali italiani negli ultimi 7 anni sono compresi tra il 20 e il 50%. Perché? Sono cambiate le abitudini dei lettori, gli annunci, un tempo, ottime fonti di guadagno dei giornali locali sono migrati su appositi siti online il dominio di Google e Facebook sui ricavi pubblicitari  online e in generale la lentezza delle organizzazioni ad adattarsi alle trasformazioni indotte dal digitale nella produzione, nel consumo e nella distribuzione delle notizie.

I maggiori progetti di innovazione se li possono permettere giornali con copertura nazionale. Tagli allo staff portano sempre meno risorse per condurre inchieste e con meno occhi e orecchie le classi dirigenti locali sono più esposte a problemi di corruzione e conflitti di interesse. In generale manca un racconto del territorio in tutte le sue sfaccettature: i cittadini non hanno le informazioni cruciali su ciò che succede intorno a loro. Meno del 20% delle notizie copre eventi e fatti riguardanti la comunità locale, per questo si parla di news deserts. E non succede solo nella profonda provincia italiana. Succede anche nelle grandi città. A New York dopo che il The Daily News ha licenziato metà del suo staff nel 2018, l’intera Brooklyn, che ha più abitanti di Milano, è rimasta senza notizie locali.

Quello che non si sottolinea mai abbastanza è che i giornali locali sono strumenti molto importanti per la salute del tessuto sociale di una democrazia. Diversi studi indicano che incidono moltissimo sulla vita di una comunità, specie in quelle più piccole. Sono gli unici organi di informazione che possano esercitare una pressione sulle amministrazioni locali, sulle attività delle maggiori imprese di un territorio, sui problemi che una comunità affronta quotidianamente sulla propria pelle. Alcune ricerche hanno dimostrato la relazione tra l’avere un forte giornalismo d’inchiesta locale e la qualità del servizio delle amministrazioni locali. Altre hanno collegato la chiusura di un giornale locale a un’affluenza elettorale più bassa, a una maggiore polarizzazione del dibattito politico, a una crescita della disinformazione e a una diminuzione dell’impegno civico.

Il nostro impegno, come Ithaca (e lo perseguiremo con tutte le nostre forze), è di invertire la tendenza. Dare alle nostre zone quello che pensiamo manchi loro, un contenitore di approfondimenti, storie, micro-inchieste, riflessioni che uniscano verticalmente il locale e il nazionale (o l’internazionale). Per un giornalismo di qualità, fatto di sostanza e scevro di sensazionalismi, libero da padrini e padroni in un rapporto diretto di complicità con i lettori.

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

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