Cinema splendor

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Sassari. 1982. Servizio Militare. Primo maggio. Tutti i miei amici in corvee cucina. Ero solo. Ma non mi importava. Alle 13 uscii dalla caserma. Sassari. Centro. Guardai i cartelloni dei film. “Reds” di e con Warren Beatty. Ore 16. Cinema Splendor. Panchina. Sigaretta. Ore 14. C’era un problema, Houston. Non sapevo dov’era il Cinema Splendor. Pensai fosse in centro. Cominciai a vagare. Cerchi che si allargavano in perlustrazione. Niente. Panchina. Sigaretta. Ore 15. Avrei dovuto chiedere. Mi guardai attorno. Nessuno. Mi guardai attorno. Negozi, bar, ristoranti, edicole. Chiuso, chiuso, chiuso, chiuso. Qualcuno passerà. Mi alzai. Infilai una zona non perlustrata. Cinema Splendor, dove sei? Niente. E Nessuno. E tutto chiuso. Ore 15,30. Ancora mezz’ora. Un’ultima sigaretta. Un’altra panchina. Guardai finestre e terrazze. Sbirciai portoni. Niente e nessuno. Ore 15,45. Tra un quarto d’ora inizia. Era tutto assurdo. Avevo girato ormai tutta Sassari. Non vedevo anima viva da due ore. Mancava quel vialone lì. Mi ci buttai dentro. E infine vidi due ragazze. Erano trecento metri davanti a me. Accelerai. Mi venivano incontro. Le fermai. Si fermarono. Chiesi, dov’è, santo Iddio, il Cinema Splendor. Mi guardarono smarrite. Erano sordomute. Alzai lo sguardo al cielo e la vidi, proprio sopra a me. La scritta. Cinema Splendor. Erano le 15,59.

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