Il sindaco di Folignano, musicista per hobby ma non troppo

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Un tempo il politico era un politico e basta. Faceva il sindaco, l’assessore, il consigliere comunale o, quando andava meglio, il deputato o il senatore. Da qualche tempo invece il politico è anche altro: politico-operaio, politico-muratore, politico-militare, politico-calciatore e chi più ne ha più ne metta. Una moda, se così possiamo definirla, nata con Berlusconi e proseguita alla grande da Salvini. Meno invece il politico-colto, forse perché oggi questo requisito non sembra più necessario, se dobbiamo prendere per buona quell’idiota frase che “con la cultura non si mangia”. Perciò, quando ne capita uno diverso gridiamo al miracolo e ci riconciliamo con il mondo.

Di esempi ce ne sono vari in giro per l’Italia, più o meno ben accetti dalla collettività, non ancora avvezzi a vedere la politica meno incartapecorita ma più vicina al cambiamento dei tempi. 

Matteo Terrani

A questi pionieri s’è aggiunto ora anche il sindaco di Folignano, Matteo Terrani, scopertosi musicista. E la cosa, se da un lato fa piacere, perché finalmente  non abbiamo di fronte un personaggio arido, dall’altro pone il dilemma ai folignanesi “meglio come politico o come musicista?”

Come politico possiamo dire che ha salito i gradini con calma: consigliere, assessore, sindaco. Quindi non ha bruciato le tappe, facendo parte di quel gruppo di nuovi amministratori pubblici forti della loro giovane età, della preparazione e di quell’entusiasmo che conta in tutte le cose ma ancora di più in politica. È sindaco da poco, ma a giudicare dalle cose fatte e dai progetti che stanno per cominciare, sembra promettere bene, nonostante i problemi legati al Covid ed ora a questa insulsa guerra che non lascia prevedere nulla di buono.

Come musicista è tutta una scoperta. Una passione che Terrani ha coltivato da sempre, seguendo le orme di Guccini di cui si sentono tracce in molti brani, perché Terrani canta sue composizioni e lo fa con testi impegnati e non banali.

Domenica 20 c’è stato il battesimo del fuoco. Prima uscita in pubblico al Breaklive con una performance dal nome quanto mai eloquente: “Spiriti liberi” (n.d.r. – sarà il titolo dell’album in fase di preparazione). La sala era piena, molta gioventù naturalmente, amici e parenti che non mancano mai in certe occasioni, ma anche meno giovani, curiosi di vedere il loro sindaco in una veste inusitata.

Terrani con Picco, special guest della serata

15 brani, tutti inediti, mai banali, sia nel testo che nella musica. E già i titoli la dico lunga sull’impegno sociale di Terrani: Ballata delle terre di confine, Viaggio di sola andata, Mordi e fuggi, Il rumore del mare, Lotte di classe, Come vorrei… , Il figlio della luna, Quando la guerra bussò , Le trame del bosco, Tempi di malinconia , Il lamento di Saffo , Dolceamore, Caffè Mentana, Brigata Colle San Marco, Signorina utopia. La musica ha fatto il resto, rendendo orecchiabili motivi apparentemente ostici, ma gradevoli e coinvolgenti al punto da sentirsi pronti a battere il tempo in un corale tripudio di approvazione.

Buona la prima, allora e ci sono tutti i numeri per continuare, soprattutto come autore. Per la voce direi che ci sarebbe da lavorare.

“Meglio come sindaco o come musicista”? Meglio sindaco- musicista, almeno in consiglio comunale non ci sarà da annoiarsi.

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