25 Aprile, tanta gente per la celebrazione al Sacrario di Colle San Marco

5 minuti di lettura

Tante autorità, ma anche tanti cittadini comuni hanno voluto partecipare alla cerimonia svoltasi questa mattina, 25 aprile, al sacrario partigiano di colle san Marco per celebrare i 77 anni dalla liberazione dal nazi fascismo. La giornata è iniziata ad Ascoli città con la deposizione della corona dinanzi al Palazzo del Governo, in Piazza Simonetti. Le autorità civili e militari si sono poi dirette a piazza Roma dove è stata deposta una corona sul monumento ai caduti sulle note solenni del Silenzio. 

Erano presenti, tra gli altri, il Prefetto Carlo De Rogatis, il Presidente della Provincia Sergio Loggi, i consiglieri provinciali Stefano Novelli e Marco Teodori, l’assessore regionale Guido Castelli, i consiglieri Regionali Anna Casini e Andrea Assenti, il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, l’assessore alla Cultura Donatella Ferretti, il vice Sindaco di San Benedetto del Tronto Tonino Capriotti, la vice Sindaco di Monteprandone Daniela Morelli, i sindaci di Palmiano Giuseppe Amici e  Montegallo Sante Capanna, gli onorevoli Roberto Cataldi e Lucia Albano e numerose autorità civili e militari.

Poi, a Colle San Marco, sono stati resi gli onori ai caduti prima dinanzi al cippo e, successivamente, sul sacrario. Presenti, in questo luogo simbolo della resistenza picena, tra le varie autorità, anche i sindaci di Folignano Matteo Terrani e Monsampolo del Tronto Massimo Narcisi. Come tradizione i rappresentanti delle istituzioni hanno portato il saluto alla cittadinanza. 

Il prefetto De Rogatis nel suo intervento ha sottolineato “come a 77 anni di distanza sia importante e doveroso conservare la memoria di quegli avvenimenti storici che portarono alla Liberazione, fatti che conservano intatto il loro significato” e ha invitato a riflettere sul “valore fondamentale della Costituzione che deve essere sempre il punto di rifermento per la comunità locale e per orientare le scelte dei cittadini”.

Il Presidente dell’Anpi Perini ha elencato le innumerevoli guerre che insanguinano il pianeta dall’Africa all’Asia, al medio oriente, ed ora anche nel cuore dell’Europa. “Ancora una volta – ha detto Perini – nel buio della storia la fiaccola della speranza sarà portata dai giovani che si sono resi conto come la guerra sia solo distruzione e morte e occorra puntare tutto sulla pace” e significativo, in tal senso, che l’ANPI abbia scelto anche due bambini per depositare la corone in onore dei caduti. 

Il Presidente della Provincia Loggi ha ricordato “quei fatti ed episodi di eroismo e sacrificio che valsero all’Ente la Medaglia d’oro al Valor Militare per Attività Partigiana sin dal 1973” ed evidenziato che “per custodire al meglio la memoria della Resistenza picena, l’Amministrazione Provinciale, insieme all’Istituto per la Storia del Movimento Liberazione nelle Marche e dell’età contemporanea, abbia organizzato una serie di iniziative allo scopo di suscitare una più intensa consapevolezza della nostra storia recente”. Quindi il presidente ha affermato come “Resistenza significhi anche operare per la pace, indirizzare ogni sforzo affinché le armi tacciano e si torni alle ragioni del dialogo e della diplomazia, perché come dice Papa Francesco ‘la guerra è follia‘”.  

Il sindaco Fioravanti ha ricordato “quanti sacrificarono la loro esistenza” e sottolineato “come molte vie della città rechino il nome di quei ragazzi combattenti per la libertà e per la Costituzione italiana”. Poi ha espresso  un pensiero di vicinanza e solidarietà all’Ucraina devastata dalla guerra. 

La celebrazione della Santa Messa in memoria di tutti i caduti, officiata dal responsabile diocesano per la comunicazione sociale don Giampiero Cinelli e dal cappellano militare don Rodolfo De Santis, ha concluso una giornata densa di significato per il territorio e per il Paese. 

La celebrazione in Piazza Simonetti
La celebrazione in Piazza Roma

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Dopo lo spezzatino delle partite, dell’incontro all’ora di pranzo, a quando la partita a colazione? O a notte fonda?

Next Story

Che lazzarone… l’arbitro Lazzaroni!

Ultime da