Dopo lo spezzatino delle partite, dell’incontro all’ora di pranzo, a quando la partita a colazione? O a notte fonda?

2 minuti di lettura

Non ricordo se in passato ho assistito ad una partita dell’Ascoli giocata a mezzogiorno e mezzo. Poco importa perché mi è bastata l’esperienza fatta con Ascoli – Cittadella. 

E’ andata così. Sandro, quando vuoi fare pranzo, a mezzogiorno, prima dell’inizio, nel corso dell’intervallo oppure dopo il triplice fischio di chiusura? Sono rimasto un po’ perplesso chiedendomi: la prima opzione è troppo presto, la terza troppo tardi, per cui decido per quella di mezzo, ossia nei 15 minuti in cui le squadre sono a riposarsi nei rispettivi spogliatoi. Ovviamente, essendo il tempo a disposizione molto ristretto, per non perdermi un solo secondo della partita, finisco quasi per strozzarmi. 

Ma i “soloni” della federazione si rendono conto del disagio che tale orario comporta alle tifoserie? La risposta credo sia questa: volete i soldi che elargiscono al mondo del calcio le televisioni, questo è il prezzo  da pagare. Certo è che per una famiglia tradizionale – purtroppo se ne è persa quasi del tutto traccia –  con padre a capotavola, madre al suo fianco e figli educatamente seduti attorno al tavolo, senza telefonini o tablet, lo scombussolamento è palese ma se vogliamo vedere la partita devi accettare la situazione. 

Ma non è tutto. Giocare all’ora di pranzo comporta un drastico cambiamento d’abitudini agli atleti: svegliarsi prima del solito, fare un pranzo frugale per facilitare la digestione e sperare che i bioritmi  si alzino il più presto possibile.

Televisione, televisione – avrebbe detto il signor Bonaventura – cosa si fa se scuci il milione! 

E visto che siamo in tema che dire della divisa dell’arbitro, vista in televisione nella partita Ascoli – Cittadella? I giocatori ascolani erano in divisa nera e non si distinguevano dall’arbitro Minelli di Varese, che ne indossava una color verde bottiglia.

“Ma passa la palla al compagno che ti è vicino, asino!”  “Guarda, che quello è l’arbitro”. Cinque arbitri tra direttore di gara, segnalinee, quarto uomo e Var, ma nessuno che ha pensato che sarebbe stato opportuno cambiare abbigliamento al signor Minelli. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

L’Ascoli fallisce il primo match ball. Con il Cittadella non va oltre un misero 0-0

Next Story

25 Aprile, tanta gente per la celebrazione al Sacrario di Colle San Marco

Ultime da