Costruttori del futuro per cambiare Ascoli

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Se da bambini abbiamo vissuto alla giornata, prendendo le cose come venivano, senza stare a chiedersi cosa sarebbe stato il domani, crescendo la domanda “come costruire il futuro” è diventata una specie di tormentone che ricorre in tanti momenti, soprattutto quando dobbiamo decidere su come possiamo incidere sul domani.

“Costruttori del futuro”, recita il sottotitolo dell’iniziativa messa in campo dal Comune, e questo induce a sperare in un forte cambio di rotta, perché se a porsi e porre questa domanda è la pubblica amministrazione, vuol dire che si è capito che il problema del domani è un… problema.

Qualche anno fa, quando fare formazione era uno dei miei lavori, parlando di come costruire il domani dell’azienda, ponevo alcuni punti, intorno ai quali i partecipanti dovevano riflettere e indicare il “modus operandi”: domandati cosa vuoi diventare da grande, sii curioso, sii coraggioso, crea il terreno fertile per il tuo domani, scopri i tuoi punti di forza e credi in te stesso, impara a riconoscere i tuoi punti di debolezza e lavora per ridurli.

E qui potremmo fermarci, anche se noi andavamo avanti ragionando sul modo di concretizzare e pianificare il futuro in modo efficace, anticipando le nuove necessità. 

Partecipando alla giornata conclusiva di “Crea Credi Cambia” ho avuto come la sensazione di tornare indietro nel tempo. L’isolamento delle Marche ed ancor più quello del Piceno ha creato un indebolimento del territorio (è una storia vecchia), la creazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) potrebbe portare notevoli miglioramenti (è la riesumazione della Cassa per il Mezzogiorno, rimessa a nuovo e ampliata).

Farinetti, il Sindaco Fioravanti e Crosetto

Per l’ultimo appuntamento sono intervenuti Guido Crosetto e Oscar Farinetti, nella loro veste imprenditoriale. Idee chiare le loro, senso della sintesi e un piacere ascoltarli.

Cosa rimane allora di questi incontri? Tre concetti: “All’estero stiamo volando, ma il problema è il mercato interno”, per Farinetti; “Bisogna riunire le imprese con la politica”, il pensiero di Ossini, moderatore della giornata, e “il futuro è il digitale” secondo Crosetto, che partirebbe dal passato per costruire il futuro. “Ascoli sta riscrivendo il suo futuro per il 2030, ma la politica deve lavorare anche sulla velocizzazione del codice degli appalti”, è stata la sintesi fatta dal sindaco di Ascoli.

Senza entrare nei singoli interventi, che d’altronde hanno dettato principi indiscutibilmente condivisibili, avrei aggiunto una parola, apparentemente banale ma che nella operatività ha la sua importanza: curiosità. Magari era sottintesa negli interventi, ma guardarsi intorno e farsi domande su quello che ci circonda è uno degli ingredienti fondamentali della creatività. La capacità di concentrarsi su qualcosa cogliendone le diverse sfumature è quello che rende unica la nostra idea o il nostro lavoro. La curiosità è una sfida a se stessi e al mondo.

Chiudo con una frase di Farinetti. “Non ero mai stato ad Ascoli… è una città bellissima… ha bisogno di uno storytelling adeguato”. Su questo “storytelling adeguato” ci rifletterei attentamente, abbandonando certe idee che non hanno alcun legame con il territorio, la sua cultura e le sue capacità.

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