Quintana, le dame di oggi: incarnano davvero lo spirito della rievocazione?

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Vengono chiamate le “signore del corteo”. Sono loro le dame, le “prime donne” dei sei sestieri che ogni anno impreziosiscono con la loro eleganza e bellezza il corteo storico. Sono loro che, con abiti sontuosi e gioielli suggestivi, si distinguono tra i 1.500 figuranti che sfilano per le vie del centro.

A sceglierle con cura e dedizione i comitati, consoli e caposestieri tra le tante appartenenti ad ogni zona corrispondente a ciascun sestiere.

Ed ogni anno, in occasione delle due edizioni della Giostra, si scatenano le critiche e le polemiche sulle scelte fatte. C’è chi mette in dubbio la bellezza e il portamento di qualcuno, chi sostiene invece che qualche dama sia troppo giovane o al contrario troppo matura. Certo, mettere d’accordo tutti è impossibile!

Ma sicuramente tutto ciò potrebbe far riflettere: davvero le dame rappresentano ancora oggi il vero significato della Quintana? Davvero rispettano i canoni tipici delle “prime donne” di quell’epoca?

Ricordiamo che, facendo un salto nel passato, la Quintana di Ascoli ha avuto la fortuna di ospitare nel corteo rappresentanze femminili davvero uniche: la presentatrice Rai Aba Cercato negli anni ‘70, la conduttrice Paola Saluzzi e la showgirl Antonella Elia negli anni ‘90, la ex miss Italia Gloria Bellicchi. Non dimentichiamoci inoltre le ascolane, la miss Universo Gianna Serra e le showgirl Monica Riva e Cecilia Capriotti nonché la sorella Manola. Insomma, tante quelle che nel corso della storia sono state scelte per rappresentare la massima bellezza ascolana e che ancora oggi vengono ricordate per la loro eleganza.

Ma ad oggi è ancora così? Ancora le ragazze e le donne scelte riescono ad impersonare il significato di questa rievocazione storica?

Forse no. E la risposta sta non nel dubitare della beltà di codeste bellezze. Quella resta una considerazione del tutto suggestiva. Il centro della questione sta nelle scelte fatte, davvero abbastanza discutibili.

Certo, vedere ogni anno donne abbronzate (anche troppo, visto che all’epoca le donne erano di carnagione chiarissima) che stonano (e non poco) con il periodo storico della Quintana, trucchi troppo elaborati, tatuaggi e lineamenti troppo definiti, non è molto lineare con il contesto storico della Quintana. Tutto ciò stona molto. E forse è il caso di rivedere i requisiti (sempre se vengano considerati!) e magari orientarsi su altre scelte che vadano oltre l’appartenenza o la loro frequentazione al proprio sestiere, o per i loro legami di parentela con personaggi che ne hanno fatto parte.

La bellezza, si sa, è un concetto a sé ma la dama deve innanzitutto essere imponente, elegante, naturale. Oltre ad essere una bella donna (ma questo non sembra un grande problema perchè ogni anno le dame sono tutte bellissime, peccato che la sola bellezza non basta!), avere un certo portamento è un elemento fondamentale che unito ad una finezza e fierezza dell’abito che si indossa e del sestiere che si rappresenta, diventa un mix perfetto che farebbe rivivere sicuramente la Quintana con meno modernità e più nel suo aspetto storico. Per questo forse è necessario rileggere la storia ed attenersi al periodo di riferimento.

Ricordiamoci che la Quintana è una rievocazione storica, non una sfilata di moda né un concorso di bellezza.

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