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Sembra che la fantasia degli uomini non abbia fine, il problema è quando queste fantasie sono accettabili e quando, invece, sono inutili e dannose.

In Ascoli, per esempio, da un paio d’anni c’è qualcuno che si esibisce nel lancio della fiaccola. Ora che possa essere catalogato come sport qualche dubbio ce l’avrei, che poi il lancio debba effettuarsi sulle tribune gremite invece che nel campo aperto, mi lascia basito.

Non si pratica tutto l’anno, ma solo in occasione della Quintana e la cosa mi ha fatto riflettere: non è che nel Medioevo, quando gli uomini non si divertivano se dai loro giochi non scorreva sangue, erano avvezzi a questi lanci, premiando, che so, chi buttava giù più spettatori come birilli, o chi ne bruciava qualcuno? Mi sono ripromesso di controllare.

Intanto, anche a me è venuto un colpo di fantasia (capita anche ai normali, che ci volete fare!): proporre il lancio dell’imbecille. Non ha importanza se non ha una base storica, la storicità gliela diamo noi: volete mettere il gusto di lanciare, l’imbecille di sabato 9 luglio, non sulla tribuna ma dal Vettore? Se ne parlerebbe anche sui libri di scuola. E ovviamente passerebbe alla storia. Aggratis.

Non sono riuscito a trovare un lavoro serio, così ho fatto il giornalista

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