San Benedetto, la Rete degli Studenti Medi dice la sua sulle elezioni

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Ad una settimana di distanza dalle elezioni politiche del 25 settembre, noi di Robin Hood – Rete degli Studenti Medi, come associazione studentesca, vogliamo farci portavoce del dissenso e del rammarico di tutti gli studenti e le studentesse che, non avendo ancora compiuto diciotto anni, non hanno potuto votare ed esprimere la propria preferenza riguardo la nuova legislatura.

Nella storia della nostra Repubblica, l’astensionismo ha raggiunto il suo apice, arrivando al 36,8% (una cifra che non si era mai vista fino a pochi giorni fa), e ciò significa che oltre ventidue milioni di cittadini hanno scelto di non votare, oppure non hanno avuto la possibilità di farlo.

Quale segnale è più chiaro di questo? La delusione e il disinteresse degli Italiani, che di anno in anno si allontanano sempre di più dalla politica, rischiano nel lungo termine di andare a ledere gli ideali democratici che sono alla base della nostra Costituzione.

Dovrebbe essere compito dello Stato fare sì che non si arrivi a tanto, ma chi dovrebbe rappresentarci si è nuovamente dimostrato per quello che è realmente, inadempiente verso il proprio dovere di fare le veci, tutelare e mettere al primo posto tutti i cittadini.

Cercare un “colpevole” per la vittoria della coalizione di centro-destra sarebbe controproducente, basti pensare all’incredibile numero di studenti fuorisede che, pur volendo, non hanno potuto votare.

È inaccettabile che uno studente, nonostante le esorbitanti spese quotidiane per alloggio, materiali scolastici, tasse universitarie e trasporti (e chi più ne ha, più ne metta), debba accontentarsi di qualche sconto sul viaggio di ritorno a casa per adempiere al proprio dovere di cittadino.

Lo Stato dovrebbe assicurare più di qualche agevolazione, ad esempio garantendo il rimborso dell’intero costo del biglietto agli studenti che mostrano la tessera elettorale timbrata su pullman, treni o aerei.

L’atteggiamento di finto interesse -che talvolta non c’è neppure stato- perpetrato durante tutta la durata della campagna elettorale da molti partiti nei confronti di noi giovani è una gravissima mancanza e, come rappresentanti di tutti gli studenti medi, non possiamo permettere che ciò accada con l’insediamento del nuovo Governo.

Non abbiamo bisogno di meschini “dissing” sui social, né tantomeno di ancor più ridicoli video su TikTok, pubblicati pur di racimolare un paio di voti in più.

Vogliamo essere coinvolti concretamente nella vita politica del nostro Paese, come abbiamo dimostrato con la pubblicazione del nostro manifesto “Da 0 a 100”, una raccolta di cento proposte che riguardano noi giovani rivolte ai vari partiti che si erano candidati alle elezioni, proposte che, anche e soprattutto ora, porteremo avanti e rivendicheremo.

Abbiamo il diritto di riprenderci quegli spazi che ci sono stati tolti ingiustamente a causa della pandemia, e il modo migliore di farlo è far sentire la nostra voce manifestando, scendendo nelle piazze e mostrando a tutti che noi ragazzi abbiamo a cuore la nostra Repubblica, la nostra democrazia.

Visti gli esiti delle elezioni, seppur con l’amaro in bocca, faremo il possibile per costruire un elettorato coinvolto e un’opposizione solida, per sensibilizzare la comunità in vista del prossimo futuro, in cui il Paese sarà nelle nostre mani.

Noi siamo pronti ad innescare il cambiamento e, tutti dalla stessa parte, useremo ogni risorsa a nostra disposizione per farlo, per dimostrare che non siamo disposti ad arrenderci ad un Governo che non ci rappresenta e che ci vuole divisi, per far vedere che non possono metterci a tacere.

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

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