Terremoto, architetti e ingegneri negano responsabilità nei ritardi della ricostruzione

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“Il 12 febbraio, presso la sede dell’ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Ascoli Piceno si è tenuta una riunione che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri e del Collegio dei Geometri della Provincia, impegnati nella ricostruzione post-sisma. Questo incontro si è reso indispensabile data la forte preoccupazione di committenti, professionisti e imprenditori soprattutto a seguito delle comunicazioni, apparse sul sito Commissariale, in cui vengono messi in dubbio l’impegno e le competenze dei tecnici che operano sul territorio, ai quali viene di fatto addebitato ogni genere di responsabilità sui ritardi della ricostruzione, minando in questo modo il rapporto di fiducia esistente tra la popolazione e i professionisti.

Il comunicato della Struttura Commissariale fa riferimento ad un suo supposto accordo con la Rete delle Professioni Tecniche per una accelerazione del processo di ricostruzione mentre, in realtà, si è verificata ed evidenziata la pressoché totale assenza di interlocuzione tra il Commissario e gli Ordini e Collegi professionali del cratere, che rappresentano attualmente i principali attori effettivamente operanti sul territorio.

I tecnici impegnati nella ricostruzione hanno sempre dimostrato di possedere le conoscenze e le capacità, professionali ed umane, per portarne a termine l’attuazione. E questo nonostante la ridondanza, spesso gratuita, della macchina burocratica. Gli Ordini non sono disponibili ad accettare ulteriori denigrazioni e nessuna limitazione al diritto al lavoro dei professionisti”.

Si rifiuta ogni indebito tentativo di alimentare contrapposizioni e situazioni di tensione con la cittadinanza, per cui è urgente e necessario fissare un incontro pubblico tra tecnici, Commissario e Amministrazioni locali”.

Queste le dichiarazioni a cui si darebbe riferimento: “Non possiamo pensare di concludere in tempi ragionevoli questa ricostruzione se viaggiamo al ritmo che abbiamo registrato negli ultimi mesi. Dobbiamo trovare insieme una soluzione per accrescere la disponibilità dei tecnici a lavorare nella ricostruzione”. Si legge inoltre sul sito della struttura commissariale: “Di comune accordo l’Osservatorio tecnico Sisma, una struttura nella quale sono rappresentati sia il Commissario che i tecnici, è stato incaricato di formulare proposte per agevolare lo smaltimento del carico di lavoro già acquisito, mentre i rappresentanti nazionali della Rete delle professioni tecniche studieranno i meccanismi per ampliare l’offerta dei servizi tecnici.
I professionisti attivi nella ricostruzione post sisma sono 7 mila, a fronte dei 29 mila iscritti all’elenco speciale, ma di questi solo la metà ha acquisto incarichi principali nei progetti sisma, che siano di progettazione o di direzione lavori. Gli stessi tecnici, peraltro, hanno avanzato circa due terzi delle quasi 30 mila manifestazioni di volontà a richiedere il contributo, palesando il rischio di una potenziale ulteriore concentrazione degli incarichi, che appare già elevata allo stato attuale”.

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

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