Ascoli trema ancora. Il terremoto torna a far paura

2 minuti di lettura

Tre scosse consecutive. La prima alle 12,24 di magnitudo 4,1. Epicentro a Folignano

La terra del territorio di Ascoli è tornata a tremare nuovamente. Erano le 12,24 quando si è registrata la prima scossa di magnitudo 4,1. A distanza di pochi secondi la seconda scossa di magnitudo 3.6. Poi, un’altra ancora, alle 12,27 di magnitudo 2.0. L’epicentro delle tre scosse è stato localizzato nella zona sud – ovest di Folignano con una profondità che varia dai 24 ai 10 chilometri di profondità per quanto riguarda le prime due, le più forti, mentre quella di intensità 2.0 ha avuto profondità di 23 chilometri. Ma non è finita. Infatti a distanza di undici minuti dalla prima un’altra scossa di intensità 2.5, profondità 23 chilometri, ha di nuovo fatto tremare la terra. Questa volta, però, l’epicentro è stato rilevato nella zona di Civitella del Tronto. Tanto spavento per la gente che si è riversata nelle strade ma al momento non si registrano danni alle strutture ma, ciò che conta, non vi è stato alcun ferito.

Il territorio Piceno è stato da sempre soggetto a terremoti. Ricordano i nostri vecchi che nel 1943, con Ascoli occupata dai tedeschi in ritirata, si registrò un tremendo terremoto. Si racconta che i tetti delle case delle ruette si fossero sfiorati. Un evento che gli invasori non avevano mai vissuto in precedenza tanto che per la paura se ne andarono da Ascoli. Nel 1972, si registrò un altro terremoto che è rimasto impresso nei ricordi degli ascolani. Era da poco terminata la partita fra Ascoli e Perugia e la gente stava tornando a casa quando venne sorpresa da una scossa che fu valutata di magnitudine 7.1. Crollò il tetto della Sala operatoria dell’ospedale Mazzoni, allora era ubicato ancora nel vecchio edificio dell’Annunziata, ma per fortuna nessun danno alle persone. Tanti crolli e tanti feriti. Lo sapete quali furono le lesioni più frequenti riportare dagli ascolani? Sopraccigli spaccati. Quando iniziò la scossa di terremoto, durata ben 16 secondi, la gente, terrorizzata, si catapultò fuori dalle abitazioni. In molti dimenticarono che per uscire bisognava aprire la porta e vi andarono letteralmente a sbattere il muso.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

“Ma tu sei proprio filosofo, però quanto vendi?”: la pittura di André Benedetto

Next Story

Ascoli e il terremoto: un lungo filo di dolore e paura che lega la città alla sua terra

Ultime da