Ascoli, avanti Bazzani! Trasferte d’altri tempi

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Storie d’altri tempi che raccontarle oggi possono sembrare un tantino… ridicole ma chi le ha vissute mantiene inalterato un ricordo indelebile. L’Ascoli gioca a Monza? Bene, affittiamo un pulmino con il quale si raggiungerà il capoluogo brianzolo per poter assistere all’incontro. 

Tanti anni fa, diciamo una settantina, seguire l’Ascoli in trasferta non era cosa facile anzi, piuttosto complicata ed a volte impossibile, soprattutto per una questione economica.  

Erano i primi anni del ’50. Mentre la Samb veleggiava in serie “B” confrontandosi con Palermo, Triestina, Parma, Bari ed altri grossi club, l’Ascoli arrancava in promozione con Perticara, Robur Grottammare, Sangiorgese, Castelfidardo ed altre compagini della regione. 

Per seguire i bianconeri impegnati fuori dalle mura amiche c’era una sola opportunità: organizzare un pullman. Si poteva ricorrere al mastodontico torpedone del servizio urbano che poteva contenere una cinquantina di passeggeri ma che nella circostanza ne trasportava un centinaio. La stragrande maggioranza era costretta a viaggiare in piedi. 

Luogo di partenza piazza Arringo. Non appena il pullman si era riempito, si sentiva squillante la voce dell’organizzatore che gridava “Andiamo via Bazzani”, cioè l’autista. E Bazzani metteva in moto e si partiva con destinazione la cittadina marchigiana dove avrebbe dovuto giocare l’Ascoli. 

Giunto a Poggio di Bretta e come iniziava la breve salita, il pullman arrancava e allora Bazzani ordinava: “Ragazzi, scendete e spingete”. C’era tanta di quella gente che il vecchio torpedone non ce la faceva ad andare avanti.  Finita la salita a spinte, si risaliva diretti alla meta. Prima di arrivare a San Benedetto, però,  fermata obbligatoria: Bazzani scendeva e si dirigeva verso una fontana, che si trova poco distante dalla Salaria, riempiva un grosso secchio d’acqua che poi versava nel bocchettone del radiatore, altrimenti c’era il rischio che il motore andasse in fusione.

Che bello viaggiare sull’urbano durante il ritorno dopo che l’Ascoli aveva vinto. Canti, balli e abbracci per coronare il successo della squadra. 

Per chi, invece, non era andato in trasferta c’era la possibilità di seguire la partita per radio. Il proprietario della tabaccheria di via Ceci, Bucciarelli, fissava a due metri d’altezza un altoparlante collegato con un radiocronista che per telefono faceva vivere le gesta  bianconere in  diretta. Davanti all’esercizio commerciale si radunavano centinaia e centinaia di tifosi i quali, se l’Ascoli segnava un goal, trasformavano via Ceci in una bolgia incredibile. Altri tempi!

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