San Benedetto, il Monumento al Pescatore finalmente restaurato

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A tre settimane dall’anniversario dei 22 anni della morte di Cleto Capponi (Ascoli Piceno 14 luglio 1912 – Grottammare 24 giugno 2000) il corno del Monumento al Pescatore è stato finalmente restaurato.
Nella stessa occasione è stata ricollocata una “mattonella” (riportante il nome dell’autore e l’anno di realizzazione dell’opera – 1977) staccatasi e custodita, provvidenzialmente, da Romeo Capriotti responsabile dell’ufficio Lavori Pubblici del Comune di SBT.
Tutto nasce da un progetto, realizzato grazie al determinante contributo della Fondazione Carisap, per celebrare, nel 2020, i venti anni della scomparsa dell’artista.

Il Covid ha scompigliato le carte e oggi possiamo dire che questo ultimo atto – fortemente voluto anche da Sigismondo Capriotti artigiano/artista principale realizzatore del restauro – chiude definitivamente il cerchio. 
Prima di oggi il progetto ha visto varie fasi come la realizzazione di una piantina/folder in cui sono indicate le opere pubbliche di Cleto Capponi, civili e religiose, visibili sul territorio (dal Monumento al Pescatore di SBT al Monumento alla Vela ed al Crocifisso in ceramica di Grottammare, dai pannelli in ceramica nella Chiesa del Cuore Immacolato di Ascoli Piceno al portale in rame del Duomo di Ripatransone, più altro ancora).

Successivo passaggio del progetto è stato l’allestimento di uno spazio “genius loci” permanente dedicato a Cleto Capponi (in compagnia di altri prestigiosi artisti: Adolfo De Carolis, Pericle Fazzini, Andrea Pazienza, Tullio Pericoli) ideato da Nazzareno Cicchi, Direttore dei Musei Civici, presso il MIC (Museo Illustrazione Contemporanea) di Grottammare.

Il restauro del corno, più volte annunciato ma ora realizzato, è stato frutto di un lavoro complesso e altamente professionale che ha visto la partecipazione di diverse persone che, ognuna per le sue competenze, lo hanno reso possibile: Sigismondo Capriotti e con lui Art For Job, Davide De Iulis della Cooperativa AppyLab, Cesare D’Antonio, ceramista, dello Studio Misoul Art, Gianluca Traini come supervisore ed il servizio foto e drone di Pierluigi Alessandrini. Per il comune di SBT l’Assessore Lina Lazzari che da subito ha prestato la sua attenzione, il responsabile del Settore Lavori Pubblici Romeo Capriotti, Riccardo Papili della IR Restauri.

Il simbolo di San Benedetto del Tronto torna alla dignità che merita.
Un’opera d’arte che da 44 anni rappresenta non solo il mondo dei pescatori ma l’intera città.
E sembra che stia lì da sempre e per sempre.

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