E se alla presidenza degli Enti mandassimo chi è capace e non chi ha la tessera di un partito?

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Le ostilità per mettersi a sedere sulla poltrona della presidenza del Ciip, organo di vitale importanza per il nostro territorio, sono iniziate e dureranno a lungo, così immaginiamo. Quando si libera una poltrona, i soliti noti si fiondano per avanzare la propria candidatura. Sono dell’opinione che il prossimo presidente non debba essere un avventuriero politico bensì personaggio che sia competente per il ruolo che andrà a ricoprire in quanto la gestione dell’acqua potabile, che viene distribuita su tutto il territorio, è di enorme importanza e delicatezza. Se ci dicessero che il prossimo presidente sarà il “primario” di chirurgia di un pinco pallino di ospedale, ci incavoleremmo parecchio.

Che cosa ne vorrà capire  di rubinetti o di fonti alternative all’attuale rete idrica un medico? Niente, perchè non si tratta di maneggiare bisturi o di effettuare interventi chirurgici. Se ci venisse data l’opportunità di scegliere il candidato giusto, la prima cosa chiederemmo di presentare il curriculum professionale se sia compatibile con il compito che andrebbe a ricoprire. Sappiamo perfettamente che in Italia una presidenza, lautamente retribuita, non si nega a nessuno, specialmente ai “trombati” della politica. Ma una volta, solo una volta, vogliamo fare le cose con senso di giustizia e di rispetto professionale? Leggiamo che sono già scattate le preclusioni di carattere politico per ognuno dei pretendenti. Ma noi cittadini non abbiamo alcuna necessità di questo. Vorremmo che la vita pubblica vedesse all’opera personaggi  di spessore, non politicizzati, in grado di mettere la loro professionalità specifica al servizio dei cittadini che si sdebitano nei loro confronti pagando ben 141 tasse!

(altro servizio in STORIE a firma di Renato Pierantozzi)

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