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Dov’è er campetto?

Avete capito in quale ambientino si dimenano gli arbitri ed il mondo del calcio? Il caso D’Onofrio ha fatto saltare il banco, sempre troppo tardi visto i diversi casi precedenti. I “big” dello sport italiano, oddio tanto grandi poi non lo sono, si sono riuniti per decidere quali pesci prendere ed hanno partorito il classico… topolino: da oggi in poi la giustizia sportiva passa nelle mani della federazione e Gravina ne diventerà il capo assoluto. Bene, bravi, bis. Rispetto a prima, cosa cambierà? Si daranno da fare di ricomporre un organico giudiziario sportivo eccellente che dia ampie garanzie di serietà ed incorruttibilità. Ma la prova provata la forniranno i fatti, il modo di agire dei nuovi dirigenti che immaginiamo troveranno una situazione a dir poco disastrosa, frutto della gestione D’Onofrio. 

Ma giacché ci siamo, perché non si è cambiata la gestione dell’Aia (Associazione Italiana Arbitri) che da anni ed anni fa acqua da tutte le parti sfornando direttori di gara non all’altezza della situazione? 

E’ dai tempi di Costantino Rozzi che è cominciata la guerra fra Ascoli ed arbitri. Quest’ultimi non gradiscono scendere in campo al Del Duca, lo abbiamo capito tanto tempo fa, perché non è una platea gratificante. Ricordate quel tifoso romano che chiese ad un vigile: “Senta, dov’è er campetto?”. Ricevette una saggia indicazione che lo portò al cimitero civico. Oppure quel giocatore che ebbe a dire che le squadre e gli arbitri non gradiscono venire ad Ascoli. Di grazia, perché? Non c’è l’aeroporto e si è costretti a sobbarcarsi ore di pullman.

Il presidentissimo si è sempre battuto per cambiare l’inerzia dell’organizzazione ma come si vede non è cambiato nulla anzi, le cose sono molto peggiorate sotto ogni punto di vista. 

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