Che ci fa Jonny Greenwood dei Radiohead ad Amandola?

4 minuti di lettura

Jonny Greenwood, classe 1971, è uno dei chitarristi più celebrati della storia del rock, soprattutto per quello che ha fatto con i Radiohead, ma è ormai anche un affermato compositore di musica classica e contemporanea. Di questo periodo la data d’uscita di “Spencer”, il nuovo film di Pablo Larraín con Kristen Stewart nei panni di Lady D che debutterà in anteprima mondiale al Festival di Venezia. La colonna sonora della pellicola sarà firmata proprio da Greenwood, che ha già al suo attivo le colonne sonore di svariati film di Paul Thomas Anderson come “Il petroliere”, “The Master”, “Vizio di forma” e “Il filo nascosto”. Quasi in contemporanea con Thom Yorke e il batterista dei Sons Of Kemet Tom Skinner, ha completato le registrazioni dell’album del loro side project chiamato The Smile, vicino al post-punk anni ‘70.

Come è arrivato, però, in un tardo pomeriggio d’agosto ad Amandola a suonare un “pezzo” composto per l’occasione? A rispondere è lui stesso in interviste date nel corso degli anni: “Sono stato a Fermo anni fa per andare a visitare la biblioteca della città e ho scoperto un posto splendido. Le Marche ormai sono metà della mia vita. Mi sto trasformando lentamente in un marchigiano, o perlomeno lo spero. Più visito la regione e più scopro che i suoi piccoli paesi sono ricchi di splendide chiese e teatri”. Aveva anche aggiunto in un’altra occasione addirittura che, “questa parte dell’Italia mi è molto cara, trascorro veramente molto tempo qui e sto pensando di stabilirmi in maniera permanente”.

Greenwood si avvicina e si iniziano a togliere i pannelli per vedere il risultato del restauro

Dopo altre iniziative benefiche a cui ha partecipato sul territorio nel corso degli anni (legate in particolare al post-terremoto), stavolta ha lasciato la chitarra che l’ha reso famoso per le canne di un organo del XVIII secolo. Il prezioso strumento ha subito operazioni di restauro per complessivi 50mila euro e di questi ben 20mila arrivano dal comitato Arte Pro Arte (in particolare da Greenwood), mentre il resto della somma è stato messo a disposizione dalla Regione Marche e dal Comune.

L’organo è stato esposto lungo la scalinata della chiesa del Beato Antonio, protagonista fino a domenica delle feste patronali della cittadina. Dopo il saluto del sindaco, a esibirsi è stato il musicista Maurizio Maffezzoli, con al suo fianco proprio Greenwood. Per la città è il ritorno alla vita di uno strumento “dall’infinito valore storico e religioso. Era situato nella Chiesa di San Tommaso, un tempo uno degli edifici più importanti della città, di proprietà della antica società degli Artieri. Grazie alla sua pregevole fattura, l’organo ha attraversato i secoli giungendo fino a noi“ ha spiegato il sindaco Adolfo Marinangeli

L’intervento è stato minuzioso. La squadra dei capaci restauratori ha compiuto un intervento generale di recupero, andando a sostituire le componenti danneggiate dal tempo ed a reintegrare quelle ancora utilizzabili. I materiali usati sono il più vicino possibile a quelli tradizionali. Infatti è stato utilizzato legno di noce, pioppo, abete e leghe metalliche del tempo” ha aggiunto il sindaco.

Bassi salari, alto stress da burocrazia e nei rapporti con colleghi e superiori... però fin da piccolo il mio sogno era insegnare. Ora ci provo, malgrado la politica faccia di tutto per rendermelo impossibile. Intanto scrivo d'attualità e cultura e mi occupo di social.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Ascoli, “al Ventidio se qualcuno si permetteva di parla’, era come in chiesa, silenzio”

Next Story

Ascoli, torniamo per qualche minuto negli anni ’80

Ultime da