Spirito imprenditoriale nel Centro Italia, i dati della ricerca Ager 2020

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Qual è l’evoluzione dello spirito imprenditoriale italiano e quali sono le opportunità per valorizzare la libera iniziativa nel Centro Italia? Questo il tema scelto da Amway, azienda leader mondiale nel settore della vendita diretta durante il convegno che si è svolto ad Ascoli Piceno presso la Sala della Ragione a Palazzo Capitani.

Durante l’incontro sono stati è presentati i risultati del X Rapporto Globale sull’Imprenditorialità, da quasi dieci anni uno dei più importanti studi sulla propensione del lavoro autonomo in Italia e nel mondo e realizzato quest’anno in collaborazione con Ipsos. L’evento ha analizzato l’evoluzione dello spirito imprenditoriale negli ultimi anni e come l’emergenza abbia alterato la propensione all’autoimpiego, mettendo a confronto alcuni risultati con il periodo di inizio pandemia.

Incontro che ha visto la presenza delle diverse istituzioni locali e regionali, il sindaco di Ascoli Marco Fioravantiche ha ribadito l’impegno dell’Arengo per individuare il talento delle nuove generazioni e per varare opportunità per valorizzare la libera iniziativa, Alessandro Bono, presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Bachetti, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Marche, da sempre intento a sensibilizzare ed incentivare le start-up innovative, Monia Vallesi, assessore agli Eventi e Giorgia Latini, assessore regionale alle Politiche Giovanili, che ha ribadito il suo desiderio di portare avanti diverse azioni destinate alle politiche giovanili. Ad analizzare i dati relativi all’imprenditorialità, il segretario generale Avedisco, Giuliano Sciortino, mentre i dati della ricerca Ager sono stati presentati da Mauro Soffientini, marketing e pr manager di Amway Italia.

Gli intervenuti si sono confrontati sulle reali opportunità del territorio marchigiano, dibattendo sulle necessità specifiche, sottolineate dai dati raccolti, attraverso un aperto confronto sulle iniziative in essere per valorizzare la libera iniziativa. Amway, che ha come principale mission la promozione del dibattito sul lavoro autonomo tra istituzioni, formazione e impresa, ha voluto analizzare, attraverso la ricerca svoltasi in 25 Paesi del Mondo compreso l’Italia, lo “spirito imprenditoriale” al giorno d’oggi.

Tale analisi è stata realizzata coniugando tre dimensioni principali: la desiderabilità nell’intraprendere questa attività, la consapevolezza delle competenze e le risorse personali per farlo e le motivazioni o barriere per guardare a forme di autoimpiego, come ad esempio la vendita diretta, che continuerà ad avere un ruolo rilevante nel nostro Paese.

Andando nello specifico, per quanto riguarda la desiderabilità, il 42% degli intervistati italiani si dichiara propenso a intraprendere un’attività lavorativa in proprio sia ora che in futuro, rispetto al 51% degli intervistati a livello europeo e il 57% a livello mondiale. Migliore la percezione degli under 35 italiani che si attesta al 49%; interessante il dato del Centro Italia3 punti sopra la media nazionale.

Focalizzandosi sui requisiti, il 36% degli intervistati italiani crede di avere le competenze necessarie per avviare un’attività in proprio, il 16% in meno rispetto al dato mondiale che si attesta al 52%. Se si indaga il target under 35, la percentuale sale di un punto (37%) mentre lo spaccato sul Centro Italia mostra un dato incoraggiante: il 41% ritiene di essere in grado di intraprendere una carriera professionale in proprio, il 5% in più rispetto alla media italiana. Per quanto riguarda le risorse necessarie per avviare l’attività, il dato non è altrettanto incoraggiante: la maggior parte degli italiani, infatti, pensa di non disporre delle risorse economiche adeguate. Solo il 18% ritiene di avere la capacità economica per farlo, contro il 29% in Europa e il 35% nel Mondo. Giovani italiani e Centro in linea con la media nazionale, attestandosi rispettivamente al 19% e 18%.

Indagando quali sono le principali barriere che frenano in Italia l’avvio di un’attività, troviamo al primo posto il reperimento del capitale necessario con il 44%, seguito dalla paura di fallire al 38%. In linea con i dati nazionali quelli dei giovani; spicca, invece, la paura di fallire come principale barriera nel Centro Italia con il 43%.

Tra le motivazioni che spingono gli italiani ad avviare un’attività in proprio, lavorare a qualcosa che li appassiona con il 69%, dato confermato anche nel Centro Italia, dove ben il 73% degli intervistati vede il poter lavorare sulla base delle proprie passioni come una spinta verso l’autoimpiego. Particolarmente significativa tra i giovani la percentuale riguardante la possibilità di un maggiore controllo del proprio tempo, 58%, così come l’opportunità di avere un guadagno extra che si attesta al 57%; stessa percentuale per i rispondenti del Centro Italia.

I SETTORI IN CRESCITA

Ma quale tipologia di opportunità imprenditoriale attira di più? I dati dimostrano come siano due i settori con propensione significativamente in crescita rispetto al periodo prima della pandemia. L’e-commerce ha visto un incremento del 6% rispetto al 2019, attestandosi al 61%. Particolarmente rilevante l’interesse verso il settore della vendita diretta, che cresce di 5 punti percentuali raggiungendo il 39%. Per quanto riguarda gli under 35, si evidenzia il medesimo trend; in ascesa, invece, nel Centro Italia il social selling con il 31%, +7% rispetto ai dati del 2019.

Dai risultati della ricerca e dall’approfondimento effettuato durante il dibattito si è dunque constatato come la propensione al lavoro autonomo sia sempre più significativa nella popolazione italiana, ma come debba essere supportata e incentivata a livello istituzionale affinché possa concretizzarsi come motore dello sviluppo economico futuro.

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