Ascoli, Spal e la storia di tre ascolani alla corte ferrarese

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Con la vittoria esterna sul campo del Como, la Spal si è momentaneamente allontanata dalla zona play out con sei punti di vantaggio sulla quint’ultima, l’Alessandria. Meglio così perché se avesse perso al “Paolo Mazza” l’Ascoli avrebbe dovuto fronteggiare un’avversaria quanto mai agguerrita. Oddio, non è che gli estensi metteranno sul rettangolo di gioco “tappeti rossi” per accogliere l’undici avversario, ma un pensierino di potersi accontentare di un pareggio potrebbero metterlo in conto. 

Tra Spal e Ascoli c’è stato sempre un certo feeling. Soprattutto sono stati gli ascolani, cioè la società, a fornire giocatori di un certo livello, anche se le loro avventure non sono mai state entusiasmanti.

Antonio Montanari nelle figurine Panini

Negli anni ’60 l’Ascoli vendette alla Spal, al tempo militante nella massima serie calcistica, il difensore Antonio Montanari, elemento di buon valore tecnico. Stava giocando con rendimento interessante, quando rimase vittima di un grave incidente di gioco, dopo uno scontro con lo juventino Sivori. Purtroppo la diagnosi si rivelò impietosa tanto che Tonino si vide costretto ad abbandonare il calcio definitivamente.

 Anche Marco Merlonghi, altro ascolano alla corte del commendator Mazza, non ebbe fortuna con la Spal. Era un’ala brava che segnava molti goal. Venne notato da un emissario della società spallina che lo convocò a Ferrara per sostenere un provino.  Ebbene nella partita titolari contro riserve, con Marco nelle file della seconda, si mise in bella evidenza realizzando tra l’altro due goal. Mentre si stava rivestendo dopo aver fatto la doccia, nello spogliatoio entrò il commendatore Paolo Mazza, al tempo presidentissimo del club, che lo invitò a seguirlo. Lo fece entrare in uno stanzino, ubicato sotto la tribuna, dove c’era la pesa. Lo invitò a sedersi per rilevare il suo  peso corporeo. Al termine il massimo dirigente sentenziò: “Marco, lei è molto bravo ma è troppo “leggero” per giocare al calcio a certi livelli”. Non vi dico quale sia stata l’immensa delusione di Marco Merlonghi! 

A questi nomi ci sarebbe da aggiungere Gino Lazzarini, Ginetto per gli amici, arcigno terzino alla Burgnich. Fu il primo ascolano scelto dalla Spal del commendator Mazza, tentato nello stesso tempo anche dalla Juventus. A quel tempo trasferirsi era un problema, soprattutto se si era fidanzati. Ginetto preferì l’amore alla serieA. Rientrò in Ascoli e si accontetò della serie C, tra Roseto e Jesina.

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