Puniamo la movida vandalica! Ma a pagare saranno gli esercenti

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Dire movida e dire vandalismo, sembra inevitabile in questi ultimi anni, come se i giovani non aspettassero altro che distruggere le proprietà pubbliche o private per dimostrare la loro forza. Una sorta di rito di iniziazione, dal quale siamo passati tutti. Magari non spaccavamo bottiglie, non rompevamo vetrine e neppure ci ubriacavamo, ma menavamo le mani in gruppi contrapposti, formando quelle bande che mirabilmente Ferenc Molnar seppe descrivere nel suo romanzo “I ragazzi della via Pal”.

Ma se  il “rito” è inevitabile, soprattutto quando si fa parte di un “gregge”, le distruzioni un po’ meno. Maleducazione (come dicono gli anziani), esuberanza giovanile (come li giustificano le mamme, sempre pronte a tirare fuori dai guai i figli), vandalismo (come li definiscono i danneggiati a cui s’accodano puntualmente i politici, quando questo fa balenare la possibilità di qualche voto in più). Così ogni volta diventa inevitabile un nuovo giro di vite, cioè nuove regole nella speranza che possano contenere gli aspetti negativi della movida. 

L’ultima ordinanza sindacale sull’argomento, che reca il numero 301 ed è datata 13/05/2022 stabilisce che nel Centro storico entra in vigore da subito il  divieto di vendita e somministrazione di tutti gli alimenti e bevande (alcoliche e analcoliche) in contenitori che possano risultare di pericolo per la pubblica incolumità, quali bicchieri e bottiglie di vetro e lattine. Scatta inoltre l’obbligo a tutte le attività che effettuano la vendita di bevande in contenitori di plastica di aprire e togliere preventivamente i tappi di tali contenitori insieme col divieto di utilizzo di bicchieri e bottiglie di vetro, e di contenitori pericolosi per la pubblica incolumità. 

Quel che resta dopo la “movida”

Fine prima parte e ci fermiamo perché non riusciamo a capire il motivo per cui il gestore debba aprire la bottiglia di plastica e togliere il tappo. Forse perché il tappo può essere un oggetto pericoloso per la pubblica incolumità? Ai miei tempi i tappi, che non erano di plastica ma di ferro, li usavamo per giocare ad una sorta di subbuteo alla casereccia, quando il subbuteo manco si sapeva cosa fosse.

Na andiamo avanti. Continuando l’ordinanza precisa che il divieto non opera nel caso in cui la somministrazione e la conseguente consumazione avvengano all’interno dei locali e delle aree del pubblico esercizio o nelle aree pubbliche esterne, di pertinenza dell’attività, legittimamente autorizzate con occupazione di suolo pubblico. Inoltre viene fissato, per gli esercenti le attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande, l’obbligo di posizionare idonei contenitori per la raccolta dei rifiuti, che non dovranno essere abbandonati sul suolo pubblico o aperto al pubblico; l’obbligo, prima della chiusura dell’attività, di effettuare un’accurata pulizia degli spazi antistanti (inclusa strada e marciapiede) delle aree utilizzate per gli allestimenti esterni con tavoli e sedie, rispettando le regole per il conferimento dei rifiuti secondo la raccolta differenziata; di avvalersi delle procedure più veloci per contattare le Forze di Polizia al fine di allontanare ed isolare clienti molesti, ubriachi e minorenni che chiedono da bere nonostante i divieti; di porre in essere ogni azione finalizzata ad evitare assembramenti all’esterno e nelle immediate vicinanze della attività. E qui finisce l’ordinanza. 

Cosa aggiungere ad un testo così meticoloso, puntiglioso e dettagliato? Che se l’obiettivo era quello di contenere i danni della movida, frenando l’esuberanza giovanile, a pagare saranno invece i gestori che, oltre ai danni, dovranno sobbarcarsi gli oneri per pulire quello che altri hanno creato.

E se invece di tanti proclami e di continue nuove regole puntualmente disattese, proponessimo di far pagare i danni e far pulire le sporcizie agli autori delle bravate? In fondo se quasi ovunque in città sono disseminate telecamere di controllo, non sarebbe né oneroso e neppure stravolgente dell’ordinamento cittadino. Sempreché le telecamere funzionino davvero.

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