Ucraina, la lezione di Alessandro Orsini per i giovani

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di Lorenzo Gironacci

Una lezione universitaria per giovani studenti: è questo il proposito del professor Alessandro Orsini che, lo scorso 6 giugno, ha tenuto un incontro sulla guerra in Ucraina al teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. In circa un’ora e mezza, lo studioso ha sviscerato le cause sociali, politiche ed economiche del conflitto Ucraina-Russia, a partire dai bombardamenti del 1999 in Serbia fino al governo Trump del 2019.

Oltre agli avvenimenti, Orsini ha anche evidenziato la componente psicologica dei popoli, che influenza sensibilmente il corso della storia. Infatti, il professore ha affermato che la prorompente ascesa di Putin all’inizio degli anni duemila è conseguenza del periodo di crisi vissuto dal popolo russo negli anni ’90; crisi che ha spinto i cittadini a fidarsi delle politiche di Putin, seppur con un inasprimento delle libertà liberali. 

L’incontro si è sviluppato attraverso un continuo invito a cambiare punto di vista, cioè a saper abbandonare il nostro sguardo occidentale per “capire i traumi delle altre Nazioni”, in questo caso della Russia. Questa capacità è un fattore determinante per analizzare il conflitto in modo oggettivo e comprendere (non giustificare) i motivi dell’aggressione della Russia all’Ucraina. 

La lezione si è conclusa con l’esposizione del modello sociale teorizzato dal filosofo Habermas: la società è divisa in due sfere, il “mondo della vita” (rappresentato dal libero agire personale, privato) e il “mondo del sistema” (cioè l’agire strategico, strumentale e manipolatorio). Orsini ha affermato: “Nel nostro tempo, il sistema vuole colonizzare il mondo della vita, fatto di relazioni e autenticità, attraverso il suo agire strategico” e ha continuato: “La nostra responsabilità è quella di studiare e analizzare oggettivamente, al fine di difendere la società libera, quella società che sfugge alla logica manipolatrice del sistema”. Questo ultimo appello, “rivolto specialmente ai giovani delle scuole superiori”, ha suscitato un lungo applauso, con l’augurio che si riesca a trovare la verità oggettiva in mezzo a questo information overload che affligge il nostro tempo. 

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