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Ascoli, i giardini di Palazzo Saladini e De Angelis aperti per le giornate del Fai

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Un weekend alla scoperta dei giardini storici della nostra città, grazie alle Giornate FAI d’Autunno in programma sabato 15 e domenica 16 ottobre.
Ad Ascoli due saranno i beni, normalmente inaccessibili al pubblico, che verranno aperti dalla Delegazione e dal Gruppo Giovani: il giardino di Palazzo Saladini-Pilastri e il giardino di Palazzo De Angelis (solo per iscritti Fai).

Ancora una volta il Fai: esempio e modeĺlo di cooperazione, lavoro di squadra, dove l’esperienza della Delegazione si congiunge con l’entusiasmo e la spinta organizzativa dei due Gruppi Fai Giovani di Ascoli e San Benedetto. Ascoli porta ancora i segni delle ferite del sisma, ma l’apertura del giardino del Palazzo Saladini Pilastri è un’occasione unica per visitare un’area verde nel cuore della città che digrada fino al Tronto. Per ringraziare i tanti fedelissimi cittadini, che con la loro iscrizione sostengono il lavoro del Fai, apriremo la corte interna del Palazzo De Angelis Corvi” ha affermato la Presidente del FAI Marche, Alessandra Stipa.

“L’apertura del Giardino Saladini Pilastri è un evento unico, sono molto felice che la Delegazione FAI di Ascoli Piceno mi abbia dato l’opportunità di collaborare a questa iniziativa. Le GFA sono da sempre dedicate ai Giovani che, nella nostra realtà, non sono una semplice costola della Delegazione ma sono sempre pronti a scendere in campo come protagonisti, visto anche il grande successo delle scorse GFP. Ringrazio la presidente Alessandra Stipa, faro per tutti noi. Infine rivolgo un sincero riconoscimento di stima e affetto a tutto il mio Gruppo. Ognuno di noi è amante in maniera incondizionata di Ascoli Piceno, per questo saremo sempre in prima linea con il FAI per esaltarne le bellezze e per difenderne le ricchezze” ha concluso Gino Petronio, capogruppo FAI Giovani Ascoli Piceno.

Il palazzo Saladini-Pilastri è situato nel cuore del centro storico di Ascoli Piceno sull’attuale Corso Mazzini, antico decumano della città. La sua posizione, su una delle strade più antiche ed importanti, ci consegna la misura del prestigio dell’antica famiglia Saladini Pilastri che volle erigere questo palazzo così maestoso.

Il grande giardino, a cui si accede da uno dei portali, si spinge fino alla sponda del Fiume Tronto che scorre più in basso, tra ripide pareti di arenaria ed è rappresentato in alcune delle mappe ottocentesche della città dove è possibile ravvisarne alcuni degli elementi compositivi originari tuttora visibili nonostante nel tempo buona parte di essi sia andata perduta.

Palazzo Saladini Pilastri, il cui primo impianto risale al XVI secolo, ingloba e conserva parte di un preesistente monastero delle Benedettine con la contigua chiesa di S. Egidio. Il palazzo è stato disabitato per moltissimi anni in cui la struttura botanica del giardino è andata in massima parte perduta anche se ancora è possibile individuare gli assi prospettici e i tracciati dei percorsi ispirati alla regolarità geometrica del neoclassicismo. Il Palazzo deve il suo carattere neoclassico alla ristrutturazione operata nel 1848
dall’Architetto Luigi Poletti, studioso ed appassionato dell’architettura antica e dell’arte classica.

Il giardino che si apre agli occhi di chi varca la soglia del grande portale, con i suoi 8.500 mq circa di superficie è veramente un piccolo parco in piena città e l’accedervi da una strada piuttosto stretta come Corso Mazzini ne dilata la percezione.
L’altro bene che verrà aperto durante le Giornate, sarà il Giardino di Palazzo De Angelis Corvi racchiuso tra il fabbricato dello stesso Palazzo che si affaccia sull’antico Decumano, Corso Mazzini, a Nord, un alto muro di recinzione su Via XIX Settembre ad est e gli edifici che costituiscono il serrato tessuto urbano del centro storico a Sud ed a Ovest. Si trova esattamente nel cuore della città e, come molti altri giardini di palazzi nobiliari, non è visibile dalle strade di passaggio ma godibile esclusivamente a chi viene ammesso a visitarlo. Le notizie del primo impianto del Palazzo risalgono al 1500. Esso appartenne ad una unica famiglia fino al 1830 circa e fu oggetto, nei secoli, di modifiche volte ad accorpare edifici preesistenti, tra i quali una casa colonica con orto identificabile con l’attuale spazio del giardino. Nel 1825 il palazzo fu modificato in base ad un progetto di Ignazio Cantalamessa per inglobare la “Rua del Cocomero” cha attraversava la proprietà realizzando un arco che la lasciava comunque praticabile.

Entrambi i beni saranno aperti sabato 15 e domenica 16 ottobre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

Durante le Giornate ci sarà anche la raccolta firme per la messa in sicurezza del Ponte di Cecco, nell’ambito del censimento FAI “I luoghi del cuore” . L’iniziativa che ha come obiettivo il recupero e la valorizzazione di quei luoghi abbandonati o degradati, incoraggia e spinge più persone a salvaguardare il luogo che più hanno a cuore.

La scelta quest’anno è ricaduta sul ponte più antico della città, che secondo antiche leggende è stato costruito in una sola notte dal poeta e astrologo Cecco d’Ascoli, con l’aiuto del diavolo.


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