Cosa facevano uomini e donne a letto nel medioevo

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Stavolta ci occupiamo di un libro che in questi mesi ha suscitato grande curiosità, che è apparso in quasi tutte le pagine culturali di quotidiani e settimanali, ma che non ha mai scalato le classifiche di vendita, a riprova (ma serve ricordarlo?) che spesso un passaggio in qualche trasmissione tv molto seguita vale molto più di una pioggia di recensioni favorevoli. Stiamo parlando di “A letto nel Medioevo” ultima fatica di Chiara Frugoni, docente di storia medievale in diverse università, che purtroppo ci ha lasciato nei mesi scorsi. Di cosa si parli ce lo spiega il sottotitolo “come e con chi”.

Viene subito da domandarsi come abbia fatto l’autrice a investigare in un ambiente così particolare e a scendere nei dettagli. Ma è lei stessa a spiegarcelo nella particolarissima impaginazione che sembra uscire fuori dal consueto standard de Il Mulino. In genere la casa editrice bolognese pubblica ponderosi saggi quasi mai con il conforto delle immagini. In questo caso, invece, la ricerca storica di Chiara Frugoni ha il supporto di una serie di splendide miniature (una sessantina in tutto) che ci svelano chi frequentasse le stanze da letto. C’è comunque da dire subito che questo ambiente allora era molto diverso da come la concepiamo oggi. Era un luogo aperto (spesso la stanza più calda della casa) e serviva quasi da salotto se non a scopi civili. Nel XV secolo i grandi processi in Francia si celebravano in un ambiente allestito per la bisogna e chiamato “lit de justice”, appunto letto di giustizia.

Insieme con le miniature, specie quando si tratta di rintracciare chi usasse il letto in compagnia, a fornire particolari e personaggi sono il Decameron di Boccaccio e spesso ill “Trecento novelle” del Sacchetti. Ci sono però citazioni da opere di autori dello stesso periodo.

La lettura, grazie appunto alla riproduzione di immagini tratte da codici miniati e affreschi, è quanto mai agile grazie ad una scrittura semplice e che rifugge da eccessivi termini specialistici. Inoltre il fatto che il volumetto non superi le 160 pagine è un ulteriore incentivo ad aggiungerlo alla propria biblioteca anche se il periodo storico non rientra fra quelli preferiti. Ma in questo caso ad incuriosire sono proprio le avventure o le disavventure dei vari personaggi. Particolarmente interessante è poi la descrizione degli arredi, dai letti dei nobili che prevedevano quasi sempre la realizzazione di cortine, fino al lettino su ruote che serviva per permettere al valletto, o ad un ospite improvviso, di trascorrere la notte nella stessa stanza del padrone di caso. Così pur suscitano interesse e curiosità la descrizione della realizzazione tecnica dei letti che prevedeva quai sempre un rialzo per isolare ancora di più il letto al freddo del pavimento. Ciò perché ci ricorda Chiara Frugoni dalle miniatura emerge che l’impressione che nel Medioevo ci fosse una sola stagione, l’inverno. C’è da sperare con le notizie del giorno che l’inverno che sta per arrivare sia più confortevole di quello che i nostri antenati erano costretti ad affrontare.

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