Aumenta anche l’acqua: i sindaci contro la stangata

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Dopo luce e gas, ci mancava solo l’aumento della bolletta dell’acqua (+15% in un biennio) per i clienti riforniti dalla Ciip spa guidata dal presidente fermano Giacinto “Pino” Alati.

L’aumento sarà messo nero su bianco già dalla prossima settimana quando si riunirà l’Assemblea territoriale dell’ambito che governa tutto il ciclo delle acque presieduto dal sindaco ascolano Marco Fioravanti.

Proprio a Fioravanti si appella invece il capogruppo e segretario provinciale del Pd, Francesco Ameli dopo la notizia del possibile aumento della bolletta Ciip.

Giacinto Alati

“Inaccettabile l’aumento bollette dell’acqua del 15%. Fioravanti in qualità di presidente ATO intervenga”, tuona Ameli che rivela poi alcuni dettagli.

“Quando alcuni sindaci -afferma- mi hanno chiamato preoccupati per la possibilità dell’aumento delle bollette dell’acqua del 15% non credevo che l’ATO guidato da Fioravanti potesse proporre una cosa simile. Eppure dai primi riscontri la notizia ha purtroppo fondamento.

È incredibile pensare che in un momento di crisi del genere determinato dall’aumento delle bollette di luce e gas possa arrivare un ulteriore carico per famiglie e imprese.

Un aumento del 15% tenuto “segreto” ma che si vuole approvare entro una settimana e precisamente entro il 17 novembre. Aumenti imminenti che contrastano i proclami fatti dal vertice politico e tecnico del gestore che descrivevano bilanci virtuosi e “tesoretti” determinati dalla buona gestione e che rassicuravano i cittadini dicendo che le tariffe non sarebbero aumentate.

Ma a cosa servono i maggiori costi chiesti ai cittadini che pagano già bollette salate? Serviranno a coprire le spese degli investimenti che l’ATO ha in programma e che saranno realizzati dalla CIIP. Quale amministrazione pubblica alzerebbe le imposte locali per garantire, non i servizi essenziali, ma gli investimenti?

Investimenti, mi preme ribadirlo, di cui il presidente Alati si è sempre vantato come a costo zero. Forse però aveva le idee poco chiare se a pagare saremo noi, cittadini piceni e fermani: il rischio è che continueremo a pagare le scelte di un vertice politico che ho sempre ritenuto inadeguato, e questa ne è la dimostrazione.

Inoltre, a più di sei anni dal sisma CIIP e ATO -accusa ancora Ameli- non sono riusciti a trovare ancora nuove sorgenti sui Sibillini (addossando la colpa come al solito ad altri) e nel mentre i cittadini continuano a bere acqua di pozzo. Ma se CIIP a ATO sostengono che non ci sia acqua sui Sibillini, perché vogliono farci pagare la realizzazione di un nuovo acquedotto proprio lì? E perché quest’acquedotto che doveva essere costruito senza esborso dalle tasche dei contribuenti, ora ricadrà invece su di noi poveri cittadini?

C’è chi pensa che abbiamo gli anelli al naso e non vediamo cosa accade, ma si sbaglia perché siamo pronti alla mobilitazione”.

I sindaci di Ascoli, Fermo e San Benedetto comunque avrebbero chiesto alla Ciip di fare gli aumenti a condizione poi di tornare indietro in caso di sgravi del governo per il caro bollette o in caso di ottenimento di finanziamenti a fondo perduto.

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