San Benedetto, sguardo d’insieme (1992-2016) sulle Comunali

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di Gianluca Traini

Dopo l’estate si svolgeranno le elezioni amministrative in tutta Italia. Nella nostra provincia andrà al voto anche la città più popolosa, San Benedetto del Tronto, per la settima volta con il sistema dell’elezione diretta del sindaco. A questo proposito, oggi, grazie ai dati reperibili on line nell’Archivio storico delle elezioni del ministero dell’Interno è possibile realizzare uno schema che riporti sinteticamente i risultati elettorali delle sei precedenti consultazioni elettorali per l’elezione diretta del sindaco a San Benedetto e, quindi, dal 1993 al 2016.

Lasciando al lettore l’eventuale approfondimento delle informazioni riportate nello schema proposto, credo si possano fare però delle prime osservazioni generali partendo dai dati più evidenti. Innanzitutto, nelle sei elezioni finora tenutesi per quattro volte si è andati al ballottaggio. Nei quattro ballottaggi avuti ha vinto sempre il candidato più votato al primo turno, tranne che nelle ultime elezioni del 2016. Il sindaco eletto con il maggior numero di voti e la maggiore percentuale elettorale è stato Paolo Perazzoli nelle elezioni del 1997, dopo il suo primo mandato, in cui è stato votato da 18.128 cittadini pari al 60,57% dei voti validi. Sempre Paolo Perazzoli è stato il politico che finora si è candidato più volte alla carica di sindaco a San Benedetto, vincendo nel 1993 e nel 1997, e perdendo nel 2016.

Le elezioni che hanno visto il maggior numero di candidati alla carica di Sindaco sono state le prime, quelle del 1993, in cui si sono presentati ben 9 candidati. Sempre nel 1993 abbiamo, in parte come diretta conseguenza della numerosa presenza di candidati sindaci, il candidato che è andato al ballottaggio con il minor numero di voti, Sante Pulcini, giunto al secondo turno dopo aver preso al primo 5.139 voti. Per quanto riguarda l’affluenza, invece, dal 1993 al 2016, pur in presenza di un aumento del corpo elettorale, si è assistito a una progressiva diminuzione dei votanti, come d’altronde accaduto, per rimanere nella nostra provincia, anche in comuni vicini. È da precisare, inoltre, che nello schema proposto per ragioni di sintesi sono stati riportati solo i risultati complessivi delle liste che appoggiavano i candidati sindaci.

Comunque, volendo consultare l’Archivio storico delle elezioni si potrà vedere che a eccezione del 1993, in cui tutti i 9 candidati sindaci si sono presentati con una sola lista di appoggio (a cui poi seguì un apparentamento per Paolo Perazzoli al secondo turno), i candidati che sono stati eletti sindaci sono stati sempre appoggiati da più liste, e precisamente: 5 liste Paolo Perazzoli nel 1997; 4 liste Domenico Martinelli nel 2001; 8 liste Giovanni Gaspari nel 2006; 6 liste ancora Giovanni Gaspari nel 2011; 5 liste Pasqualino Piunti nel 2016.

Credo sia interessante riportare, infine, anche il numero totale delle liste che durante le sei consultazioni elettorali prese in esame si sono presentate agli elettori per l’elezione del Consiglio Comunale, tenendo conto a questo proposito del fatto che a partire dalle elezioni del 2011 il Consiglio Comunale è stato ridotto per legge da 30 membri a 24 membri. Nello specifico si sono quindi presentate al voto per l’elezione del Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto dal 1993 ad oggi complessivamente: 9 liste nel 1993; 10 liste nel 1997; 14 liste nel 2001; 15 liste nel 2006; 19 liste nel 2011; 18 liste nel 2016. Concludendo, quindi, possiamo affermare che nell’ultimo quarto di secolo nelle elezioni comunali di San Benedetto del Tronto si sono evidenziate due tendenze curiosamente divergenti: da una parte la tendenza alla diminuzione dei votanti, dall’altra la tendenza all’aumento delle liste e quindi dei candidati.

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