Abisso story: quanti errori del fischietto siciliano. Quello di Lecce è solo l’ultimo di una lunga serie

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Rosario Abisso, palermitano, classe 1985, chi è costui? avrebbe detto il Manzoni, per poi definirlo un carneade. Per noi di provincia è  semplicemente un arbitro incapace (ma quest’anno cominciano ad essere troppi per non pensare a male).

Nel turno infrasettimanale di serie B del 2 marzo, questo signore  ha arbitrato Lecce – Ascoli, un incontro importante per i piani alti della classifica, tra due squadre in salute, maschie, ricche del necessario agonismo ma prive di ogni qualsivoglia cattiveria. 

Quello che è successo lo abbiamo riportato ieri, diciamo solo che gli sono bastati due episodi per mettere la firma sull’incontro, due errori che hanno indirizzato il risultato. Nel primo tempo Tasdjout ruba palla a Tuia che per fermare il bianconero gli si aggrappa ai pantaloncini ma cade a terra. Il centravanti bianconero s’invola solitario verso la porta difesa da Gabriel. Abisso fischia una punizione a favore del Lecce. Tasdjout, ragazzo mite ed educato, va su tutte le furie ma  ormai la decisione è stata presa. L’assurdo è che sugli sviluppi del calcio di punizione il Lecce passa in vantaggio. Il secondo episodio vede ancora protagonista, in negativo, Tuia il quale vistosi superato dal “sombrero” che gli aveva fatto Dionisi, rifila una gomitata al bianconero che finisce a terra. In base al regolamento, oltre alla gomitata si era materializzata una chiara occasione da goal, interrotta da un fallaccio, il centrale leccese andava espulso. Abisso, invece, lo ha semplicemente ammonito. Morale: da un possibile 2 a 2(anzi probabile, visto come arrancava la squadra di Baroni), si è passati  ad un amaro 3 a 1.

Sono andato allora a curiosare fra le statistiche e con grande meraviglia ho scoperto che nelle ultime cinque partite in cui Abisso ha diretto il Lecce, per tutte e cinque le volte la compagine salentina è uscita sconfitta, sconfitte che hanno innescato puntualmente polemiche per come sono maturate con arbitraggi non all’altezza. Cosa che sembrerebbe – ma di questo non ne sono sicuro al 100 per cento – avrebbe spinto la società pugliese ad inviare una lettera al designatore arbitro con la quale ricusava per il futuro l’arbitro Abisso. Abisso, però, è tornato. Pensare male si sbaglia?

A questo punto vengono in mente strani fatti che gli interisti non avranno dimenticato. Fiorentina – Inter del 2019, arbitra Abisso. In pieno recupero, concede un calcio di rigore alla squadra viola per un inesistente fallo di mano di D’Ambrosio ma, soprattutto, reo di aver confermato la sua decisione dopo aver riguardato l’azione al Var per svariati minuti Per il designatore errori di questo tipo mettevaeno in dubbio la funzionalità di un metodo di giudizio lanciato proprio dal campionato italiano. Risultato, il palermitano viene sospeso per tre settimane e fino alla fine della stagione non dirigerà più l’Inter.

Ma non era la prima “malefatta”, già nel 2016 aveva fatto parlare di se in negativo. Ultima giornata del campionato di Serie B, il Modena è sconfitto a Novara e retrocede in Lega Pro. A mettere un mattone pesante sulla squadra gialloblu è proprio il “nostro arbitro” che, dopo pochi minuti dall’inizio della partita, assegna un calcio di rigore ai padroni di casa, con conseguente espulsione di Gozzi, per un presunto fallo del difensore canarino su Gonzalez, avvenuto in ogni caso fuori area. 

Seguono altri errori, questa volta in Serie A. I più clamorosi sono il rigore non assegnato alla Juve per tocco di mano di Djmsiti (in Juve-Benevento del 5 novembre 2017) e i due sbagli in Torino-Udinese dell’11 febbraio 2018. In quella partita prima annulla un gol regolare a Barak per fuorigioco ininfluente di Maxi Lopez e poi convalidando un gol di N’Koulou nato da un precedente fallo di Belotti.

Ed ancora, nell’ottavo di finale di Coppa Italia 2019 tra Fiorentina e Torino non concede un calcio di rigore solare ai viola per un tocco di mano di un difensore granata. Il VAR lo chiama al monitor ma, come a Firenze, il direttore di gara non cambia idea. Sempre in Coppa Italia, a febbraio, nel match Inter-Lazio Abisso è corretto due volte dal VAR (espulsione di Asamoah trasformata in ammonizione e concessione del rigore all’ultimo secondo) e non va a verificare al monitor a bordo campo una spinta evidente di Milinkovic-Savic su Icardi in area di rigore.

Domanda: come può un arbitro con queste caratteristiche professionali continuare ad arbitrare? La risposta diventa incerta, perché incerto è l’iter valutativo di quelli che un tempo erano le giacchette nere. 

Chiudo  facendomi interprete della tifoseria bianconera, orgogliosa  per l’andamento in campionato dell’Ascoli, nonostante questi “incidenti di percorso”, è ancora in lizza per un posto nei play off.

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