La lenta, inesorabile crisi di ragionieri e geometri

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Sembra impossibile, ma è così. Ogni anno puntualmente si ripete lo stesso rituale: ansia per gli esami da parte degli studenti, sollecitazioni continue allo studio e all’impegno da parte dei professori, aspettative da parte dei genitori. Tutto questo nonostante le rassicuranti statistiche sul numero degli studenti ammessi agli esami e sul numero dei diplomati.

Si sa. Gli esami di maturità nell’immaginario collettivo e nella mente di chi li ha sostenuti, anche dopo molti anni, rimangono il momento di passaggio dai banchi di scuola all’età adulta e pertanto sono caricati di un significato simbolico molto forte che non può non generare ansia. Di questo stavamo interessandoci, un’inchiesta su come studenti e genitori stavano affrontando questo spauracchio. 

Passano gli anni, ma le immagini sono sempre le stesse e, a chi come noi questo ostacolo l’ha affrontato e superato molti anni fa, è un modo per tornare indietro nel tempo. 

Una cosa, però, non è più la stessa, almeno nella nostra città, da qualche anno a questa parte si sta consolidando un “fenomeno” preoccupante: i giovani ascolani hanno abbandonato in largo numero la futura professione del ragioniere e del geometra. I numeri parlano chiaro: mercoledì scorso sono iniziati gli esami di maturità all’Istituto “Umberto I°” con la prova di italiano. Ebbene, soltanto 13 aspiranti ragionieri si sono presentati in aula mentre i geometri sono stati 26!

Incredibile a dirsi ma la realtà è questa. Un trend che se continuerà così fra dieci anni Ascoli non potrà contare su un numero sufficienti di ragionieri e geometri. E pensare che tanti anni fa frequentare l’Istituto Tecnico era obiettivo ambito. Ricordo che, terminata la terza media, dovevo scegliere quale indirizzo prendere alle scuole superiori. Dissi a mio padre e mia madre che sarei voluto andare al liceo classico in quanto ero portato per gli studi umanistici ed al tempo ero abbastanza bravo nello scrivere. La risposta mi gelò. “Se vai al liceo – dissero – fra cinque anni ti troverai in mano una semplice licenza che non ti aprirà le porte del mondo del lavoro. Andrai  alla ragioneria che di garantirà un diploma e potrai lo stesso andare all’università”. E così avvenne. Il mondo del lavoro si arricchì  di un pessimo… ragioniere!

Purtroppo i tempi sono cambiati rispetto al passato. I giovani optano per gli studi umanistici e scientifici e sembrano siano disinteressati alla… partita doppia o all’uso del goniometro!!!.  

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