Gli altri acquistano, l’Ascoli vende. Forse è in liquidazione e nessuno ce lo ha detto?

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Questa mattina mi sono svegliato presto, difficile dormire con questo caldo appiccicoso. Ho aperto le finestre, ho fatto circolare l’aria, mi sono seduto in mezzo e m’è sembrato di rinascere. 

Tornare a letto non era il caso. Meglio stravaccarmi sul divano e cercare di riaddormentarmi. Ho acceso la TV, canale 60 Sportitalia. Il sottopancia parlava dell’ultim’ora. Non erano ancora le sette. Juventus e Cambiaso, Milan e Origi, Lecce e Baschirotto… Baschirotto? Ho aspetto di nuovo il giro e questa volta ho letto bene: il Lecce sta chiudendo con Baschirotto dell’Ascoli. Siamo in svendita!

Con Baschirotto siamo già a quattro. Nell’ordine: Saric, Maistro, D’Orazio, Baschirotto, troppi per una squadra che vorrebbe ripetere lo scorso campionato. Smaltire lo zoccolo duro, però, mi sembra equivalga dire che si punta alla retrocessione. Vedi Pordenone. Un anno fa ha sfiorato la promozione in A ed ha messo paura all’Inter di Conte a Milano, quest’anno è retrocesso. Meditate gente, meditate! 

Preparare la squadra del futuro non è male, ricominciare da capo può starci. Raccontare balle ai tifosi un po’ meno.

Dopo Saric e Maistro salutiamo D’Orazio. Per Baschirotto aspettiamo l’ufficialità.

Goodbye D’Orazio allora! Ti ricorderemo con simpatia e stima e ti auguriamo di affermarti anche nella compagine di  Bolzano, fresca vincitrice del campionato di serie “C”. 

Non piove da tanti giorni, troppi, e la siccità ha attanagliato i terreni di tutta Italia. Sembra essere il problema più importante. E lo sarà ancora per tanti anni. Se l’uomo non metterà giudizio e non imparerà a trasformare l’acqua salata in acqua dolce, cioè bevibile.

Piove invece sull’Ascoli Calcio. Si vende soltanto e la squadra si sta sfaldando. Il tifoso nicchia e mastica amaro e spera che prima o poi nasca un altro Rozzi. Non Pulcinelli, che punta solo al pareggio dei conti. Col “gioco delle tre carte” il pareggio potrà pure starci, ma intanto  la squadra svanisce. 

Ancora in stand bye Tsadjout e Bellusci, anche se  all’orizzonte non compaiono ancora concrete opportunità. Eppure Pulcinelli continua a predicare che l’Ascoli sarà la squadra del futuro. Intanto s’accontenta di essere quella del passato e tocca ferro. Se dovesse farcela ancora (se dovesse…), vorrà dire che tutti, santi in Paradiso, dei dell’Olimpo e tutti quelli che nel mondo hanno un certo fluido, sono dalla sua parte. Allora più che comprare calciatori, potrà bastare acquistare ceri votivi ed accenderne uno al giorno. Costerà meno e renderà di più.

Caro Valentini, ci sarà molto da lavorare senza che si perda tempo inutilmente! 

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