Paolo Ruffini ad Ascoli: idee per il sociale e un giro in Piazza gustando l’oliva ascolana

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Ascoli e i numerosi progetti che riguardano il sociale. E in questa direzione non poteva mancare di certo lui, l’attore e regista Paolo Ruffini, da diverso tempo impegnato proprio su questo fronte.

Per questo, appena arrivato in città, ha incontrato l’assessore regionale alla Cultura, Giorgia Latini, l’assessore agli Eventi Monia Vallesi e il neo presidente dell’Amat, Piero Celani per parlare di alcuni progetti ed iniziative che affrontano tematiche importanti come cyberbullismo e welfare culturale con i disabili, da realizzare nelle Marche.

Sì perché Paolo Ruffini è impegnato da oltre cinque anni con il suo spettacolo teatrale” Up & Down“, nato nel 2015 dalla collaborazione con la compagnia teatrale livornese Mayor Von Frinzius, composta in prevalenza da attori disabili. Insieme hanno creato il mix perfetto per uno spettacolo frizzante, come lo definisce lo stesso Ruffini, “scorretto ed irriverente”, che rompe tutti i pregiudizi della relazione umana.

“Il filo conduttore sono le reazioni con le emozioni, con l’arte, il tempo e la diversità. Sono ragazzi assolutamente”normali” non speciali come dicono tutti.  Mi hanno insegnato che la lentezza può essere un’occasione, la violenza è sempre un errore e gli abbracci sono contagiosi”, ha spiegato lo stesso Ruffini.

Oltre al teatro, lo troviamo anche al cinema con “PerdutaMente“. Un documentario grazie al quale lo spettatore può intraprendere un vero e proprio viaggio nella conoscenza delicato ma allo stesso tempo commovente e profondo del rapporto tra i malati di Alzheimer e le loro famiglie, un dramma che ogni giorno tocca diverse persone e di cui non si parla mai abbastanza. “L’Alzheimer non è legato solo alla vecchiaia ma tocca la vita in tante forme diverse, non si deve parlare solo del male di questa malattia ma anche come sono colpite e come reagiscono le persone che la vivono”. Tante le storie raccontate che raccontano che l’amore vero va oltre la malattia e la memoria.

Insomma, lo potremo definire un vero e proprio “comico del sociale”, un uomo di spettacolo che oltre a far ridere e divertire, fa anche riflettere su temi importanti, realizzando un esempio di teatro “integrato”che dimostra la normalità nella disabilità. Lo stesso con il cinema parlando di quindici storie incentrate sul morbo di Alzheimer, incentrate sulla volontà di capire la malattia e arrivando ad ammettere che tutto ciò non va capito ma accolto, anche se con dolore e con fatica.

Lo stesso farà nella nostra regione grazie a queste forme d’arte che hanno sicuramente una grande valenza sociale.

Il suo arrivo in città non era stato annunciato, ma chi si trovava in centro ha potuto scambiarci qualche parola ed ha approfittato per scattarsi un selfie. Incuriosito dalla bellezza della città turrita, Ruffini si è poi diretto verso Piazza del Popolo alla ricerca di un posto dove poter provare le tanto desiderate olive ascolane. Un gruppo di colleghi lo ha accompagnato al Lorenz Cafè, dove il titolare, Primo Valenti, ha illustrato il segreto della tenera oliva ascolana del Piceno Dop.

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