Porta Solestà si prende la rivincita e Innoncenzi il suo quindicesimo palio. L’Ascoli calcio espugna Venezia: è tornata la castigamatti delle trasferte.

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Strani scherzi di un’estate calda quanto mai. Ci sono giorni di vuoto assoluto e giorni in cui gli avvenimenti si accavallano così dal doversi fare in quattro per seguirli tutti.

Oggi ce ne erano due importanti per gli ascolani e tutte e due alla stessa ora: Quintana e primo uscita ufficiale dell’Ascoli. Li ho seguiti entrambi per TV, la Quintana su VeraTV, la partita in streaming. Alla fine sono rimasto soddisfatto, anche se averle viste in orari diversi non sarebbe stato male.

Quintana, porta Tufilla non si è ripetuta e, sorniona, ha vinto porta Solestà, lasciando sfogare e sognare per le prime due tornate porta Romana e porta Maggiore.

Diciamo subito che se Innocenzi conosce il mestiere (ed è una sicurezza), Gubbini è un grande, forse il migliore. In tutte e tre le tornate ha girato sempre sotto i 50″, stabilendo nella prima tornata il record della pista. Fantastico e bello vederlo lanciato sui rettilinei. Stavolta però, forse perché voleva giocarsi tutto sul tempo si è beccato delle penalità che gli hanno tolto 120 punti. Fosse andato leggermente più piano non ci sarebbe stata partita.

Bella edizione, anche migliore di quella di luglio che già era stata fantastica. Ci sono ancora tante cose che ad un attento occhio debbono essere rivedute e corrette, ma che la maggior parte del pubblico neppure se ne è accorto. Quindi bene così.

Un plauso a parte voglio farlo a Vera TV e Radio Ascoli: hanno battuto alla grande la RAI, dando una lezione di come si gestisce e commenta una rievocazione storica. Ma cosa si può pretendere da chi non conosce la nostra storia, le nostre passioni e le nostre speranze? In fondo siamo la Marca zozza e non ci si può “sporcare” in un’oretta.

VENEZIA – ASCOLI 2-3

Quanto alla partita, dire che è stato qualcosa di assurdo e pazzesco è poco. L’Ascoli ben organizzata e quasi al completo ha dominato i veneziani a raggi falcidiati per il Covid. Penso che certe partite in queste situazioni manco dovrebbero essere giocate, perché sono impari. E’ vero durante tutto l’anno ci sono gli infortuni le squalifiche che magari privano la squadra dei suoi uomini migliori nel momento più importante, ma quando parliamo di Covid parliamo di un evento eccezionale e allora le regole dovrebbero essere fatte su misura e non alla buona.

Comunque l’Ascoli ha fatto quello che sapeva fare, cioè essere la castigamatti dello scorso anno e, se sono rose fioriranno. Buona organizzazione di squadra, belle azioni e a tratti anche quel gioco champagne che tanto piace ai cultori del bel gioco. Poi a due minuti dalla fine il karakiri: due goal dello stesso giocatore veneziano con assistenza di un altro stesso giocatore. Nemmeno Hitchcock avrebbe saputo inventare un finale così trilling. 2 a 2 e tutto da rifare.

Ma non era finita. Quando ormai ci si preparava ai supplementari, ecco il goal in pieno recupero di Antony Fontana (l’oggetto misterioso americano dello scorso anno), che regala meritatamente la vittoria ai bianconeri.

E’ ancora presto per dire dove questa squadra può arrivare, ma per adesso mister Bucchi sta facendo un buon lavoro e, se l’obiettivo iniziale, è la salvezza il più presto possibile, c’è da scommetterci che ci sono ottime possibilità.

Unica raccomandazione: la prossima volta sarebbe il caso di non ripetere certi finali. Almeno per le coronarie. E il campionato è lungo.

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