Ascoli, il Comune promuove “ArtBonus” ma non ci sono progetti da finanziare

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Verba volant, scripta manent”: una locuzione latina che calza a pennello con l’attuale situazione politico-amministrativa di Ascoli Piceno. Dove all’uso della parola, spesso eccessivo ed esagerato, non corrisponde una realtà visibile, fattuale, concreta. Dove alla lista dei roboanti progetti annunciati sui media dal sindaco Marco Fioravanti, in questi due anni e mezzo di governo della città, non fa eco una altrettanto tonante politica dei fatti. Un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, è quello del programma “ArtBonus”, legge del luglio 2014, che facilita le erogazioni liberali (da parte di imprenditori e privati cittadini), a sostegno del patrimonio culturale, attraverso l’utilizzo di un credito d’imposta del 65% dei versamenti effettuati.

Venerdì mattina, infatti, promosso dall’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Ascoli Piceno, in collaborazione col Comune, si è svolto, presso la sala della Ragione di Palazzo dei Capitani, un convegno sul tema “ArtBonus – Le erogazioni liberali a sostegno della cultura”. Evento mirato a sollecitare i professionisti del settore (l’incontro fungeva anche da corso di formazione), ma anche a convincere imprenditori e privati cittadini a sostenere il patrimonio culturale ascolano. Al punto che lo stesso sindaco Fioravanti, attraverso un comunicato stampa pre-iniziativa, è intervenuto a supporto dell’incontro ricordando che l’Amministrazione comunale ha “intrapreso un percorso impegnativo nel candidare Ascoli a Capitale italiana della cultura” grazie proprio alle “potenzialità indiscutibili che ci rendono unici nel panorama artistico e culturale italiano”, precisando di aver avuto l’occasione di toccare con mano “il grande amore che gli imprenditori locali e i privati riservano alla nostra splendida Ascoli”, e ribadendo che l’obiettivo del convegno è proprio quello “di far conoscere un nuovo modo per contribuire fattivamente alla cura della nostra Ascoli”.

Parole chiare, incisive, che non lasciano spazio a dubbi sulla fiducia che questa Amministrazione riserva nei confronti di “ArtBonus”. Poi, però, quando arriva il momento dei fatti, delle azioni che dovrebbero seguire alle parole, la situazione cambia. E anche di molto. Ricalcando, in sostanza, il percorso che questa Amministrazione comunale ha intrapreso in questi due anni e mezzo di governo della città: tanti annunci, pochi fatti. Succede, cioè, che durante il convegno, un relatore, nel leggere alcuni progetti finanziati in questi otto anni di ArtBonus da imprenditori e privati cittadini (veri e propri mecenati), si accorge che sul sito ufficiale (www.artbonus.gov.it), nella parte riservata agli “Interventi”, alla voce “Comune di Ascoli Piceno” non c’è alcun progetto finanziato, ma soprattutto non c’è alcun progetto da finanziare. Nulla. Tabula rasa. Se non un progetto presentato, però, da un’associazione privata.

ECCO ALCUNI PROGETTI DI COMUNI ITALIANI FINANZIATI DAI PRIVATI

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e monumento
Una veduta di Monteprandone

Al contrario, invece, di altre Amministrazioni comunali, che hanno presentato diversi progetti e ricevuto fiumi di denaro. Non solo grandi Comuni come magari quello di Milano, che per la Fondazione Teatro alla Scala ha ricevuto qualcosa come 127 milioni di euro circa di erogazioni liberali, o di Torino, che per il Teatro Regio ha ricevuto 22 milioni e 600mila euro, o di Firenze, che per Piazzale Michelangelo ha ricevuto 3 milioni e 400 mila euro, o di Verona, che si è vista finanziare per 20 milioni di euro la Fondazione Arena e poi l’Arena per 9 milioni, o di Parma (capitale della Cultura uscente), che per il Teatro Regio ha ricevuto 15 milioni e 800 mila euro, solo per fare alcuni nomi. Ma anche piccole realtà come, ad esempio, il Comune di Monteprandone, che per la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ha ricevuto erogazioni liberali per 118 mila euro e per la Biblioteca GiovArti 105 mila euro, o come il Comune di Arquata del Tronto, che per la Chiesa oratorio della Madonna del Sole ha ricevuto 35 mila euro, o come il Comune di Lucca, che per il Complesso delle Mura urbane ha ricevuto erogazioni per quasi 5 milioni di euro e per il Complesso del Mercato del Carmine 3 milioni e 200 mila euro, o di Cremona che si è visto finanziare le Colonie Padane per quasi 2 milioni di euro, o di Norcia, che per il Teatro civico ha ricevuto qualcosa come 2 milioni e 239 mila euro di erogazioni liberali e per il Palazzo comunale e torre civica 1 milione e 300 mila euro, o di Macerata, che per l’associazione Arena Sferisterio ha ricevuto 1 milioni e 700 mila euro e per i  Musei civici di Palazzo Buonaccorsi 95 mila euro, o di Recanati che si è visto finanziare la Torre civica di Piazza Leopardi per 91 mila euro e il Museo della Musica per 76 mila euro, o di Vicenza, che si è visto finanziare, sempre da imprenditori e privati cittadini, per 1 milione e 500 mila euro il Museo Civico di Palazzo Chiericati, o di Bassano, che per il Ponte degli Alpini ha ricevuto 1 milione di euro, o di L’Aquila, che per il Parco del Castello ha ricevuto 1 milione, o di Viterbo, che per le ex Scuderie Papali ha ricevuto 570 mila euro, o di Pesaro, che per il Rossini Opera Festival ha ricevuto 102 mila euro e per la Casa natale di Rossini 106 mila euro, o di Corinaldo, che per la Cinta muraria del centro storico ha ricevuto 95 mila euro, così come il Comune di Gradara che ha ricevuto 95 mila euro per Palazzo Rubini Vesin, o quello di Porto San Giorgio che per il cimitero storico ha ricevuto 31 mila euro (ce ne sono tanti altri di Comuni marchigiani che figurano nel sito, ma non li citiamo tutti naturalmente), o come il Comune di Viareggio, che si è visto finanziare la Fondazione Festival Pucciniano per 930 mila euro e la Torre Matilde per 221 mila euro, o come quello di Grosseto: 360 mila euro per l’ex Convento delle Clarisse.

Insomma, centinaia e centinaia di interventi (è sufficiente andare sul sito www.artbonus.gov.it per rendersi davvero conto di quanti siano) portati a termine grazie all’aiuto di imprenditori e privati cittadini, o ancora da iniziare, ma che stanno già ricevendo i primi finanziamenti necessari. Esempi che costituiscono indubbiamente un segno tangibile dell’attenzione che tante amministrazioni locali rivolgono alla cura e alla tutela dei propri patrimoni artistici e culturali attraverso l’utilizzo di un valido e ormai collaudato strumento che consente di ottenere, in un’ottica di condivisione degli obiettivi da parte del pubblico e del privato, dei vantaggi reciproci. 

A questo punto una domanda sorge spontanea: com’è possibile che l’Amministrazione comunale di Ascoli Piceno promuova, nel 2022, un convegno su “ArtBonus”, introdotto nel 2014, mentre sul sito del Governo non risultano progetti finanziati o da finanziare?

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