Polemiche, a destra Cecco d’Ascoli fa litigare le tre signore della cultura

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Ci mancava solo la polemica lungo la strada che Ascoli intende percorrere per conquistare il titolo di Capitale italiana della cultura 2024. L’occasione è la mostra su Cecco d’Ascoli al Malatesta, mentre le tre protagoniste sono il recente passato e il presente della cultura ascolana e regionale. Ad accendere la miccia è stata Piersandra Dragoni, assessore alla Cultura della giunta Castelli, che ha lamentato in un post su Facebook che un suo scritto, destinato al catalogo della mostra, sia stato brutalmente eliminato dalla pubblicazione dall’assessore attuale alla Cultura, Donatella Ferretti. L’affondo della Dragoni è durissimo: “Gli organizzatori – scrive – mi hanno spiegato che l’assessore Ferretti si era imposta perché venisse eliminato e che lo aveva fatto senza tenere in alcun conto le loro opinioni e rimostranze, senza giustificare in alcun modo la sua imposizione”. Piersandra Dragoni continua dicendo che sia il sindaco Fioravanti che l’assessore regionale alla Cultura, Giorgia Latini, erano all’oscuro e che il primo cittadino avrebbe voluto ristampare il catalogo, ma che lei si sarebbe opposta a questa spesa supplementare “perché – spiega – non credo sia giusto sprecare i soldi dei cittadini ascolani per una decisione dell’assessore Ferretti”. 

Ovviamente Donatella Ferretti non poteva restare muta. “La proposta di pubblicare il suo intervento (afferma dopo aver definito infondate e pretestuose le accuse che le sono state rivolte) che ho l’occasione di leggere ora per la prima volta e di apprezzare, arrivò al sindaco Fioravanti e a me quando il catalogo era già stampato in un numero limitato di copie per la presentazione pubblica. Tuttavia fu concordato che nelle successive stampe, esso sarebbe stato inserito, come fu comunicato alla stessa Dragoni”. 

Botta e risposta, ma c’è un colpo di scena. Nella polemica piomba anche una terza esponente politica, l’assessore regionale alla cultura Giorgia Latini che ci va giù non certo dolcemente: “Purtroppo – osserva – c’è chi si riempie la bocca di cultura e la utilizza per ambizioni personali e divisive (ho sperimentato anche io questi atteggiamenti personalmente) e chi come te – conclude rivolgendosi alla Dragoni – fa cultura con il cuore, tenendo alto il suo significato più puro che è quello di unire e far crescere le coscienze”. 

In attesa di nuovi interventi due rapide considerazioni. Detto che in questa vicenda non è certo possibile dire chi abbia torto e chi ragione, non si può fare a meno di notare che questa vicenda non dà una bell’immagine della città a pochi giorni dalla data, fissata per il 1° marzo, della proclamazione delle città finaliste per il premio capitale della cultura visti i ruoli ricoperti dalle tre signore protagoniste. Inoltre è curioso che la discussione si infiammi nell’ambito della destra ascolana. La Dragoni e la Latini hanno ottenuto i loro incarichi in quota Lega, mentre la Ferretti vanta una lunga militanza in Forza Italia. 

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