Ci risiamo! Un altro medico infedele e altri furbetti del “no vax” nel Piceno

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Se un tempo s’usava dire che “il lupo perdeva il pelo ma non il vizio” per marcare la differenza tra esseri umani (intelligenti, o presunti tali) e animali (istintivi e non raziocinanti), oggi per come vanno le cose, dovremmo dire che a perdere il pelo sono gli esseri umani e ad avere del “sale in zucca” sono quei poveri, bistrattati animali, ancorché feroci e guidati dall’istinto.

Pensate, per esempio, al caso del dottor Rossi con i suoi vaccini falsi. Chi mai sarebbe così stolto a ripeterlo? Viste le conseguenze verrebbe da dire che il solo pensarlo sarebbe folle. Invece l’essere umano, nella sua follia di infallibilità, c’è riicascato: un altro medico, questa volta di Grottammare ma sempre del Piceno, è finito nei guai con la stessa accusa. “Repetita iuvant“, dicevano i latini, ma si riferivano ad altro. 

L’indagine, condotta dalla Procura di Fermo, competente per il territorio di Grottammare, con l’ausilio dei Nas di Ancona, era partita nell’autunno scorso su segnalazione dell’ex direttore dell’Area Vasta 5 , Cesare Milani, dopo che erano state rilevate alcune anomalie. Al termine delle operazioni di polizia è stato emesso il provvedimento degli arresti domiciliari per il medico “tenero di cuore”. La Procura si è riservata di rendere noti, nelle prossime ore, ulteriori sviluppi delle indagini. 

Il giustizialismo non mi piace – ha dichiarato il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini – ma solo il fatto che tutto ciò possa essere accaduto mi disgusta”. Come dargli torto?  

Neppure noi amiamo il giustizialismo e non vogliamo ergerci al ruolo di moralisti ma ci sia consentito di essere scandalizzati per il secondo caso che ha visto un medico “vendere” green pass farlocchi. Dopo quanto è capitato al dottor Giuseppe Rossi, che ha trascorso un mese nel carcere anconetano di Montacuto, attualmente agli arresti domiciliari, pensavamo che la cosa sarebbe servita da lezione agli altri medici. Anche perché di questi tempi sono capillari da parte delle Procure i controlli. Invece no. Il dottor Ido Partemi ci è cascato come un allocco e si è fatto beccare con le mani nella marmellata. A lui la Procura di Fermo ha risparmiato l’onta del carcere limitandosi, rispetto al dottor Giuseppe Rossi, ad infliggergli una pena meno afflittiva, ossia gli arresti domiciliari.  

La procura fermana sta approfondendo le indagini per stabilire quante persone si sono rivolte al medico di Grottammare per “acquistare” il green pass falso e l’importo versato per il suo ottenimento.

Ebbene, se Partemi ha compiuto un’azione gravissima, siamo convinti che allo stesso modo si sono comportati coloro che hanno fatto ricorso alla pratica truffaldina, fermo restando l’interrogativo dei motivi che spingono certe persone a non vaccinarsi. 

Chiedersi allora che senso ha dichiararsi “No Vax” (e già di per se è un atto insensato) e poi ricorrere a questi mezzucci è un teorema irrisolvibile. Mi fa venire in mente una citazione in “Caccia a ottobre rosso”: “Io sono un uomo politico; e questo vuol dire bugiardo e truffatore, e quando mi chino a baciare i bambini rubo loro le caramelle. Ma vuol dire anche che mi lascio tutte le porte aperte… 

Chiudiamo allora con le parole del sindaco di Grottammare che ci sembrano racchiudano il pensiero comune delle persone, per fortuna la maggioranza, che hanno capito la gravità del momento.

È un’offesa a tutti i cittadini che hanno sempre rispettato le regole, per difendere la loro vita e quella degli altri. È soprattutto una bestemmia alla memoria di coloro che in questa pandemia sono morti. Quelle dosi di vaccino sprecate, gettate nella spazzatura, sono il simbolo più oscuro dell’arroganza, del cinismo e dell’inciviltà ai quali possono condurre i torbidi estremismi no vax, verso i quali non possiamo avere alcuna forma di indulgenza”.

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