Musica, dopo due anni di stop torna l’estate dei concerti

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La pandemia legata al Covid-19 ha arrecato a tutti noi inquietudine e timori. Un senso di profonde mancanze alleviato da un carico di tantissima musica, sin dall’inizio. Venerdì 13 marzo 2020 alle ore 18, l’Italia viene invasa dai suoni provenienti dai balconi e dalle finestre aperte di tutta Italia. Canzoni chi si diffondono ovunque, popolando di emozioni le strade deserte. Un universo denso delle sette note che è riuscito ad illuminare e ridare un briciolo di speranza durante uno dei periodi maggiormente bui e più cupi della nostra intera esistenza. Musica che è riuscita ad esorcizzare la paura collettiva e, seppur nella reclusione forzata, ci ha permesso di farci sentire più vicini l’uno con l’altro.

L’industria del Pentagramma, paradossalmente, è stata però tra le vittime eccellenti di questi due ultimi anni e non tanto per il progressivo calo delle vendite dei dischi. Il vero dramma è stato l’eliminazione degli eventi “live”: festival, tour di concerti, spettacoli, tutto è stato rimandato e annullato. Intorno al circo musicale e canoro ruota un’economia vasta e complessa ma estremamente fragile, comprendente migliaia di addetti ai lavori: fonici, tecnici, roadies, gestori di locali, tour manager e tante altre figure che non hanno ricevuto compensi. Per molto tempo, ogni aspetto dell’attività lavorativa del mondo musicale è stato stravolto. Niente prove, annullamento dei concerti, tourneè ferme. Un meccanismo azzerato, salvato parzialmente da altre modalità per poter suonare in ensemble, con innovazioni messe in campo da Apple che per mesi gratuitamente hanno aiutato le sorti dei musicisti, grazie a programmi virtuali in grado di poter confezionare prodotti di alta qualità audio tra le 4 mura domestiche. 

Un periodo, quello pandemico, che ha permesso di far scoprire a tutti il potere e, talvolta, la necessità della connessione. “Living in a ghost town” il pezzo pubblicato dai Rolling Stones, il primo da otto anni a questa parte, apre le nuove uscite. E poi il gruppo Metallica che decide di ripubblicare una versione di “Blackened” o come il nostro Roby Facchinetti che scrive e incide a favore della sua Bergamo piegata dal Covid il pezzo “Rinascerò”. Tutti questi artisti sono riusciti a lavorare ai loro prodotti in “smart working” ma nulla potrà mai sostituire le atmosfere, le emozioni, i legami di empatia che si creano in un appuntamento “dal vivo”. Quello stesso afflato che sta riaffacciandosi ora, con l’allentamento delle restrizioni e il sopraggiungere di un’ estate in musica che si prospetta come la più bella di sempre. Che aspettiamo, desideriamo,  meritiamo, perché la musica, ora più che mai, è sinonimo di autentica vita. 

                                                                                                                                      

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