Trasporti, la Start ha il bilancio in attivo, ma i bus sono vecchi

“Il parco mezzi Start presenta una vetustà piuttosto alta e ben superiore agli standard ottimali di 7 anni”

12 minuti di lettura

E’ un bilancio 2018 che crea preoccupazioni quello della Start Spa, società di trasporto pubblico partecipata dal Comune di Ascoli Piceno. Non tanto per l’aspetto finanziario, che, anzi, evidenzia un attivo di gestione, ma per l’efficienza del parco mezzi che, secondo quanto riportato nella stessa relazione al documento economico-finanziario, denuncia una “alta vetustà” dei bus in circolazione. Proprio quei pullman che, quotidianamente, vengono messi su strada ad Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto per il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano. “Il parco mezzi Start – si legge nella relazione allegata al bilancio 2018 – presenta una vetustà piuttosto alta e ben superiore agli standard ottimali di 7 anni. Nel servizio urbano di Ascoli la vetustà è di 10,4 anni, per il servizio urbano di San Benedetto del Tronto è di 10 anni, e per il servizio extraurbano è pari a 9,1 anni”. Meglio, invece, la situazione sulle linee ministeriali, quelle per Roma, dove l’età media dei bus in circolazione è “pari a 5,7 anni”. Dalla relazione firmata dal presidente del Cda, Enrico Diomedi, emerge, anche, che il Bilancio 2018 è stato chiuso con un attivo di 353.365 euro, in linea con quello del 2017: +354.896 euro. E che “nel corso del 2018 sono stati realizzati investimenti per il rinnovo del parco mezzi per il Tpl (trasporto pubblico locale) e per le linee ministeriali”. Sfogliando le pagine affiora, però, un appunto fortemente critico nei confronti della Regione, là dove si sottolinea che “anche per il 2018 non trovano applicazione né i nuovi costi standard né la revisione del Piano regionale trasporti”. E che “rimane aperta la grave problematica delle risorse disponibili che non sono sufficienti a garantire il mantenimento degli attuali servizi di Tpl, tenuto conto anche della distribuzione tra i vari bacini che penalizza fortemente il bacino ascolano”. E, ancora, che “i corrispettivi chilometrici rimangono tra i più bassi d’Italia”. E, infine, che “sussistono evidenti e preoccupanti sperequazioni nella ripartizione dei corrispettivi all’interno della Regione, a danno della nostra società”. Ma entriamo in quelle che sono le pieghe della relazione al bilancio 2018, quando si parla, cioè, di servizi sui quali la società “ha implementato la propria azione”. Ovvero l’istituzione “di una seconda navetta che collega lo stadio col parcheggio scambiatore e col centro storico” e l’istituzione “dei servizi di Tpl alle popolazioni disagiate e in particolare all’utenza colpita dal sisma”. Ma anche dove si evidenzia il “contenimento dell’evasione del possesso del titolo di viaggio” e “la vendita degli autobus più vetusti per i servizi ministeriali e per il noleggio da rimessa al fine di ridurre i costi di manutenzione e garantire servizi più efficienti”. Fino “all’acquisto di 5 nuovi bus di 12 metri di lunghezza, di 4 nuovi bus di 7,5 metri, di 2 bus usati” e alla dismissione di 8 bus e all’accantonamento di altri 9. 

AUMENTA L’INCASSO DERIVANTE DALLA VENDITA DEI BIGLIETTI, ABBONAMENTI E TITOLI DI VIAGGIO DEL SERVIZIO EXTRAURBANO E DELL’URBANO DI SAN BENEDETTO. IN CALO INVECE QUELLO DI ASCOLI 

Operazioni quelle portate avanti dalla Start, che evidentemente hanno dato i loro frutti, visto che l’importo complessivo derivante dalla vendita di biglietti, abbonamenti ed altri titoli di viaggio, nel 2018, è stato di 4.271.602 euro, contro i 3.877.242 euro del 2017. Per un aumento dell’incasso di 394.360 euro in un anno. Dove a farla da padrone è il servizio extraurbano, con un totale vendita pari a 3.288.261 euro (2.933.516 nel 2017). In calo, anche se di poco, il servizio urbano ad Ascoli: 666.521 euro incassati nel 2018 contro i 675.299 euro dell’anno precedente. Mentre sale decisamente l’incasso del servizio urbano di San Benedetto: 366.252 euro nel 2018, contro i 259.736 del 2017.  

ECCO I TRATTAMENTI ECONOMICI DEL DIRIGENTE OPERATIVO, DEGLI AMMINISTRATORI E DEI MEMBRI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI 

Ma passiamo a verificare le retribuzioni annue lorde dei vertici aziendali. Il dirigente operativo, Alfredo Fratalocchi, porta a casa una busta paga annua lorda di 126.000 euro, composta dalle seguenti voci: retribuzione base 90.000 euro, retribuzione variabile incentivante 30.000 euro, compenso dirigente delegato per la sicurezza 6.000 euro. I trattamenti economici complessivi annui lordi per gli amministratori, invece, sono i seguenti: presidente Enrico Diomedi, 23.400 euro (1950 euro mensili); vice presidente Davide Luzi, 19.080 euro (1590 euro mensili); Luigi Merli consigliere, 19.080 euro (1590 euro mensili): Luzi e Merli sono rimasti in carica fino al 28 ottobre 2020 perché il 29 ottobre 2020 sono subentrati, con lo stesso trattamento economico, Raffaele De Chiara (vice presidente) e Davide Straccia. Ecco, infine, i trattamenti economici complessivi annui lordi dei membri del Collegio dei revisori dei conti: presidente Alessandro Sofia, 13.200 euro (1100 mensili); sindaco effettivo Moreno Pulcini, 9.900 euro (825 mensili); sindaco effettivo Franco Di Concetto, 9.900 euro (825 mensili). 

NEL 2018 I 181 DIPENDENTI, DAL DIRIGENTE FINO AGLI OPERAI, SONO COSTATI 6.011.978 EURO 

Per salari e stipendi, nel 2018, Start Spa ha speso 6.011.978 euro rispetto ai 5.989.232 euro del 2017 (22.746 euro in più). Al 31 dicembre 2018 il personale era così composto: 1 dirigente, 2 quadri, 15 impiegati e 163 operai per un totale di 181 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato. E la media delle assenze fatte nel 2018 per malattia e infortunio da parte di ciascun dipendente è stata di 3,5 giorni, rispetto ai 2,8 giorni medi del 2017 (+ 27%). In aumento anche i permessi Avis: 79 nel 2018 contro i 74 del 2017. Cresce anche il numero delle giornate di permesso sindacale: 131,5 nel 2018, erano state 100 nel 2017. 

“IL PARCO MEZZI PRESENTA UNA VETUSTA’ ALTA E BEN SUPERIORE AGLI STANDARD OTTIMALI DI 7 ANNI” 

Il parco mezzi aziendale operativo – si legge sempre nella relazione al bilancio 2018 – è costituito da 132 autobus di cui 31 per il servizio urbano di Ascoli Piceno, 14 per il servizio urbano-suburbano di San Benedetto del Tronto, 78 per il servizio extraurbano e 9 per il servizio da noleggio da rimessa e per le linee ministeriali. Il parco mezzi Start – continua la relazione – presenta una vetustà piuttosto alta e ben superiore agli standard ottimali di 7 anni. Nel servizio urbano di Ascoli la vetustà è di 10,4 anni, per il servizio urbano di San Benedetto del Tronto è di 10 anni, per il servizio extraurbano è pari a 9,1 anni, mentre per i servizi da noleggio e linea ministeriale è pari a 5,7 anni”. Questa la situazione del parco mezzi per il servizio urbano di Ascoli, la cui vetustà, come riportato anche in bilancio, è di 10,45 anni: complessivamente sono 31 gli autobus operativi, di cui 25 alimentati a metano e 6 a gasolio. A San Benedetto la vetustà dei mezzi per il servizio urbano-suburbano, come abbiamo già avuto modo di leggere nel documento economico-finanziario, è di 10,6 anni e gli autobus in servizio sono 14, di cui 5 a metano e 9 a gasolio. Nel servizio extraurbano si registra una vetustà di 9,1 anni per 78 autobus complessivi di cui 76 a gasolio e 2 a metano. L’età media quindi di tutto il parco mezzi del Tpl è di 10,1 anni. Più giovani, invece, i 9 bus destinati al servizio da noleggio e linee ministeriali che hanno un’età media di 5,7 anni. 

IL COMUNE DI ASCOLI POSSIEDE IL 32,24% DELLE QUOTE DELLA START, SAN BENEDETTO IL 28,79% 

La Start Spa è una società costituitasi il 30 dicembre 1998 a seguito del conferimento delle seguenti Aziende che esercitavano allora il trasporto di persone nell’ambito della Vallata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno: Azienda Multi Servizi S.p.A. di S. Benedetto del Tronto; Cotravat (Consorzio di Enti pubblici) di Ascoli Piceno; Sauc (Azienda in gestione diretta di proprietà del Comune di Ascoli Piceno). La Start è una società per azioni a partecipazione pubblica i cui soci sono attualmente: Provincia di Ascoli Piceno con una quota pari al 32,96%; Comune di Ascoli Piceno con una quota pari al 32,24%; Comune di San Benedetto del Tronto con una quota pari al 28,79% (compresa la partecipazione AMS Spa); altri 8 Comuni più piccoli della Vallata del Tronto che complessivamente detengono quote azionarie pari al 6,01%. La società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 3 membri (1 presidente e due consiglieri). La direzione aziendale è affidata ad un Direttore Generale. Alla data attuale la società gestisce i seguenti servizi: Extraurbano nel bacino provinciale AP/2, grazie ad un contratto di servizio stipulato con la Regione Marche che, dall’1 luglio 2005 ha trasferito la delega ai trasporti alla Provincia di Ascoli Piceno; Urbano nei Comuni di Ascoli Piceno e S. Benedetto del Tronto; Linea ministeriale Tortoreto – Ascoli – Roma; Linea ministeriale Ascoli Piceno-Roma con diramazione Fermo-San Giovanni Colonnella. Servizi di noleggio autobus con conducente. Complessivamente la Start SpA esercita annualmente una percorrenza di circa 6,5 milioni di chilometri. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Tullio Pericoli e la scrittura

Next Story

Voto ai sedicenni, i giovani dicono la loro

Ultime da