25 aprile – La Liberazione in musica, non c’è solo “bella ciao”

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Racconti partigiani, tributi alla resistenza, eredità storiche. Nella letteratura partigiana della musica italiana c’è un po’ di tutto, canzoni originali, storie di uomini e donne che in quei giorni fecero la differenza. Vediamone alcune, le più rappresentative, giacché il repertorio è nutrito.

Cominciamo con COMPAGNA TERESA del “Teatro degli Orrori”, un brano che rende esplicito omaggio alle donne della resistenza e al ruolo che hanno avuto nella Liberazione. Teresa è la protagonista della canzone e sogna di cambiare il mondo ma resta uccisa. In questo brano le chitarre di Giulio Ragno Favero e lo spoken incendiario di Pierpaolo Capovilla e, in generale, tutto il muro del suono costruito dalla band sono una garanzia .Frase chiave: compagna Teresa ogni giorno ci porti la vita.

Ornella Vanoni

Uno dei classici del 25 aprile è LINEA GOTICA dei C.S.I. Che da anche il titolo ad un album bellissimo che è pura rievocazione partigiana. E ancora: MA MI brano scritto da Strehler e interpretato da Ornella Vanoni, la canzone di Milano di una resistenza che è sempre stata parte fondante dell’anima meneghina e che in questo caso si declina come reazione all’invasore fascista.

Vinicio Capossela

SUONA ROSA MUNDA brano dello straordinario Vinicio Capossela; l’estroso e malinconico cantautore pugliese esprime appieno tutta la crudezza del nazifascismo ispirandosi alla celebre poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo.

In QUEL GIORNO D’APRILE di Francesco Guccini si respira tutta l’evoluzione della liberazione, a partire dall’orrore della guerra e dei drammi che genera, per poi arrivare alla gioia della vittoria, alla commozione entusiasta di una liberazione fisica, morale, emotiva.

HANNO CROCIFISSO GIOVANNI, brano dei Marlene Kuntz, sebbene il testo sia da attribuire alla poetessa marchigiana Lea Ferranti; nonostante si possa notare la totale assenza delle parole fascismo, partigiani, resistenza, o persino guerra, la potenza espressiva rimane intatta e l’intento commemorativo rimane evidente ed esplicitamente riferito al 25 aprile per dichiarazione della stessa band.

Ovviamente il brano più famoso dedicato alla liberazione è BELLA CIAO rivisitata anche dai Marlene Kuntze e da Skin.

Una mattina mi son svegliato…” chi non conosce l’incipit di “Bella ciao” la canzone della resistenza per eccellenza, ormai diventata un simbolo di italianità in tutto il mondo, tanto che se all’estero chiedete a uno straniero di cantare una canzone italiana saranno probabilmente di più quelli che intoneranno “Bella ciao” piuttosto che “Volare” di Domenico Modugno. Una dimostrazione l’ha data anche Madonna che l’ha cantata e il filmato è diventato virale.

Ma come e dove nasce questa canzone? Qual è il significato? Perché oggi è diventata ancora più popolare, scatenando in diversi casi molte polemiche e interrogativi, che tornano attuali ogni 25 aprile. “Bella ciao” è una canzone popolare le cui prime tracce risalgono all’ottocento, mentre la versione partigiana è databile intorno agli anni ’50. Pur essendo etichettata come canzone della resistenza non esistono documenti che venisse cantata dai partigiani negli anni ’40. L’associazione partigiani d’Italia ANPI riconosce che “Bella ciao” è diventato inno della resistenza ma solo vent’anni dopo la fine della guerra, quando già da anni i partigiani avevano consegnato le armi.

La prima pubblicazione del celebre brano è avvenuta nel 1953 sulla rivista la “LAVA “ per poi essere pubblicato su l’Unità nel 1957. L’utilizzo di “Bella ciao” è stato sempre fonte di polemiche, fra le ultime cioè quella dell’uso della serie tv “La casa di carta” quando il professore Alvaro Morte, capo della banda di rapinatori, l’intona prima di assaltare la banca di Spagna. Gli autori hanno utilizzato il brano come canto di resistenza nei confronti del potere rappresentato dalle banche. Lo sceneggiatore della famosa serie Javier Gomez Sant’Ander, in un’intervista a Repubblica, ha spiegato che la prima volta che ha cantato “Bella ciao” è stato all’università quando uno studente italiano Erasmus aveva preso una chitarra e, intonandola, aveva coinvolto moltissimi studenti cantando a squarciagola. Questo episodio della sua gioventù – ha continuato lo sceneggiatore – gli ha fatto capire che quando si canta questo brano si sprigionano coraggio, resistenza, festa  e quindi l’ha inserita nella famosa serie.

Bella ciao è diventato l’inno della resistenza Ucraina

Anche il conflitto attuale Russia e Ucraina ha trovato “Bella ciao” come colonna sonora, quando un giovane cantante ucraino l’ha riadattata e  resa virale su tutti i social.

La musica come sempre regna sulle ricorrenze e il 25 aprile suona veramente forte con chitarre e stereo dei picnic all’aperto e concerti.

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