Bianconeri popolo in festa: in ottomila spingono l’Ascoli ai playoff contro il Benevento

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In ottomila sugli spalti (7.651 paganti oltre gli accreditati), undici leoni in campo e un poker calato alla Ternana con uno Tsadjout sugli scudi autore di una tripletta e dell’azione dell’autogol di Defendi.

L’Ascoli e il popolo bianconero sono in festa per il ritorno nei play off (appuntamento venerdì ore 20,30 al Del Duca per Ascoli-Benevento) della serie B che mancavano dal 2005 in riva al Tronto anche se c’è da mettere in conto un biennio (2005-2007) in serie A.

La Curva Nord è subito protagonista con una maxi coreografia dove troneggia la riproduzione di Piazza del Popolo e il mega striscione “Si combatte per la squadra”. Da censurare soltanto i due petardi esplosi a bordo campo.

Risponde all’appello anche a tribuna “Mazzone”, finalmente piena, dove non mancano gli striscioni dei club bianconeri di Offida, Petritoli, Monte Vidon Combatte e dei Veterani 74.

In campo è subito festa con la doppietta di Tsadjout, perfettamente imbeccato prima da Dionisi e poi da Collocolo, che spegne subito l’entusiasmo delle fere spinte comunque dal tifo di oltre trecento tifosi. Soltanto il gioco duro dei ternani a metà campo preoccupa i tifosi: in vista degli spareggi promozione anche le caviglie dei bianconeri sono da un bene da preservare al pari di un sito dell’Unesco.

La tribuna Mazzone

La ripresa si apre con il brivido del neo entrato Partipilo che ci mette nemmeno un minuto a trafiggere Leali imbattuto ormai da tre turni. Ma poi ci pensa Tsadjout a siglare il terzo gol personale e costringere Defendi all’autorete.

La festa a fine gara

E’ lui, l’ex Pordenone, il re della serata e quando esce per lasciare spazio ad Iliev tutto lo stadio si alza in piedi per la standing ovation. E c’è’ da dire che fino a questa sera la porta per l’attaccante di proprietà del Milan era rimasta quasi sempre stregata (ad eccezione del gol contro il Como) nonostante il grande lavoro per la squadra.

Tre gol e pallone in regalo da portare a casa con tanto di foto ricordo a fine gara.

Al fischio finale scoppia la festa bianconera con il Del Duca che si trasforma in una discoteca dove giocatori e tifosi ballano: “Picchio is on fire”, è il nuovo tormentone sulle note della canzone “Freed from desire”. Fuori dallo stadio il popolo bianconero torna a casa e per le vie del centro si odono i primi caroselli a colpi di clacson.

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