Benevento Calcio's head coach Filippo Inzaghi gives instructions during the Italian Serie A soccer match Benevento Calcio vs FC Crotone at Ciro Vigorito stadium in Benevento, Italy, 16 May 2021. ANSA / MARIO TADDEO

L’educazione di Inzaghi e l’ingenuità di Pulcinelli

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Volare fino a Formentera per sentirsi dire che ci avrebbe pensato 72 ore, prima di dare una risposta, che era già nella testa dell’allenatore, manco fosse il fratello di Guardiola, è dir poco scorretto. Ma questo è il mondo del calcio di oggi. Niente più attaccamento ai colori sociali, niente rapporti corretti tra le parti, e pretese sempre oltre il “comune pudore”. Insomma maleducazione. Quella galoppante, inversamente proporzionale ai successi di carriera.

Non sarebbe stato  necessario consultare il mago “Merlino” per scoprire come sarebbe andata a finire la trattativa Pulcinelli –Pippo Inzaghi. Quest’ultimo in mattinata ha comunicato al patron che non ha alcuna intenzione di venire ad allenare l’Ascoli. Ha ringraziato per l’interesse ricevuto, dopodiché ha chiuso l’argomento. Che l’operazione difficilmente, molto difficilmente, non sarebbe andata in porto lo si è capito quando l’allenatore piacentino ha disertato i due appuntamenti che si sarebbero dovuti svolgere: il primo a Roma, il secondo a Milano. In  entrambi casi Inzaghi si è reso “uccel di bosco” lasciando intravedere che non aveva alcun interesse a sedersi sulla panchina bianconera. Ma Pulcinelli non ha ritenuto che questi due segnali fossero molto indicativi per cui ha deciso di recarsi di persona in Spagna convinto che sarebbe riuscito a convincere il tecnico ad accettare le sue proposte. 

Sarebbe stato più… elegante se Inzaghi avesse fatto una telefonatina al Patron prima che si imbarcasse per Ibiza avvertendolo che non aveva alcuna intenzione di prendere in considerazione le sue proposte. Quindi comportamento dell’allenatore da censurare mentre quello di Pulcinelli, a voler essere gentili, è stato molto ingenuo come se non conoscesse l’andazzo dell’ambiente calcistico. 

Riteniamo che il no di Inzaghi sia stato liberatorio per una buona parte della tifoseria che non ha dimenticato quanto avvenne due anni or sono nel corso dell’incontro Ascoli – Benevento con i sanniti ormai promossi e l’Ascoli bisognoso di punti salvezza gli ospiti giocarono una partita alla morte rifilando quattro reti ai bianconeri. E non sono passate sotto silenzio le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Inzaghi al termine dell’incontro Ascoli- Brescia di quest’anno. In definitiva l’allenatore piacentino non è riuscito a farsi apprezzare dalla tifoseria ascolana e chissà come l’avrebbe accolto un volta bianconero. Quindi, capitolo chiuso, salvo che non si verifichi un autentico cataclisma perché nel calcio non c’è alcuna certezza in quanto circolano tanti e tanti soldi.

Guardiamo dunque al futuro immediato come dire “punto e a capo”. E’ scattato il piano “B” – ci auguriamo che Pulcinelli e Valentini lo abbiano approntato – che preveda il subitaneo ingaggio di un allenatore che deve essere fatto con i dovuti criteri. Circolavano nei giorni addietro i nomi di Stefano Vecchi che nella passata stagione ha allenato il Feralpi Salò e William Viali, era al Cesena, che i tifosi bianconeri ricorderanno per aver giocato anni addietro nelle file bianconere. Ora non si può sbagliare in quanto fra meno di un mese l’Ascoli riprenderà la preparazione in vista dell’inizio del campionato. 

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