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Acquasanta, Legambiente e Italia Nostra :”la cava di Travertino non s’ha da fare”

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Una nuova cava di travertino dovrebbe essere attivata nel territorio di Acquasanta Terme, precisamente nella frazione di San Pietro di Cagnano. E’ quello che prevede il piano regionale riguardante le attività estrattive nella nostra regione.

Una notizia che ha destato fin da subito molte polemiche e che vede schierati, da una parte le sezioni ascolane delle associazioni ambientaliste Legambiente e Italia Nostra e dall’altra il sindaco della cittadina termale, Sante Stangoni.

E proprio il progetto riguardante il nuovo insediamento di travertino, è stato al centro di una conferenza stampa molto accesa.

“Parlo a nome di alcuni residenti di Acquasanta per quanto riguarda la nascita di un nuovo sito estrattivo, di cui il terreno è stato già acquistato da un imprenditore di Tivoli, e già previsto nel piano cave . Siccome niente è modificabile, secondo me oggi, ancora oggi si deve trovare una soluzione per queste nuove forme di investimento, visto che a 200 metri dalla mia abitazione, si rischia una devastazione.

La regione mi deve far capire cosa significa la paesaggistica a ridosso di una voragine di 70 metri di profondità e 250 metri di larghezza. Stiamo parlando di una ferita indelebile che rimarrà per sempre, visto che 10 anni è considerato il tempo di estrazione e che a seguito delle diverse proroghe, sarà sicuramente più lungo. Come sta succedendo con la Euro Building che da 15 anni sta estraendo.

Non si può parlare di paesaggistica ma di scelta. Io ho parlato con tutti, geologi, agronomi, persino con l’imprenditore stesso: tutti mi hanno prospettato un giardino botanico. Un giardino botanico a ridosso di una cava? Non è possibile, bisogna trovare una soluzione. Mi rendo conto che è un’impresa ardua, sono una goccia in mezzo all’oceano, ma cerco di parlare con il cuore per il bene del territorio in cui vivo. Sembra la battaglia di Davide contro Golia, ma sono sicuro che ci riuscirò, perchè siamo nel 2022 e non ci sono più certezze, per questo mi batto ancora di più per far valere le nostre ragioni. Acquasanta è al primo posto per quanto riguarda l’attività estrattiva, si contano 57.000 metri cubi all’anno. Questa cifra la dice lunga: non ha senso aprire nuovi siti!” ha affermato Cristiano Allevi.

Anche Paolo Prezzavento e Diana di Loreto di Legambiente e Italia Nostra hanno ribadito che “Penso che i nostri amministratori devono incoraggiare l’imprenditore che sta puntando sulle potenzialità turistiche del nostro territorio. Ed è importante considerare che queste nuove attività estrattive vanno ad intaccare e dare un’immagine del territorio che contrastra con quella che è realmente. Se da un lato il nuovo sito porterebbe occupazione e ricchezza visto anche il potenziale turistico dell’area dall’altro risulta fondamentale valutare l’impatto ambientale e i rischi che questo nuovo sito potrebbe portare. Senza dimenticare i danni che potrebbero esser arrecati alle falde di acque sulfuree che consentono la presenza delle sorgenti che  sgorgano nella sottostante  zona di Santa Maria proprio nei pressi  del famoso maniero di Castel di Luco. Per tutti questi motivi si ritiene che, prima dell‘eventuale autorizzazione all’attivazione della cava,  si debbano effettuare rigorosi accertamenti sulla compatibilità dell’opera. Ricordiamo inoltre che la presenza di cave può determinare anche la nascita di terremoti.

ll primo cittadino di Acquasanta, Sante Stangoni, comparso a sorpresa visto che non era stato invitato alla discussione, ha replicato che “Giù le mani dalla diffamazione nei confronti dell’amministrazione comunale. Diciamo no al tentativo di mettere in cattiva luce il nostro territorio. Siamo pronti in qualsiasi momento a prendere provvedimenti dal punto di vista legale qualora ci fossero i presupposti. Prendiamo le distanze da coloro che per interessi personali mettono in mezzo un intero territorio. Diciamo sì invece alle proteste supportate da fatti concreti e da discorsi che la legge può portare a compimento. Inoltre, preciso che sia la Regione Marche sia la Provincia e lo stesso Comune hanno ricevuto la richiesta fatta dall’avvocato della famiglia Allevi con cui si chiede di visionare il progetto. Tutti abbiamo risposto che ad oggi nessun progetto è stato depositato”.

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