… e Pippo, Pippo non lo sa che quando passa ride tutta la città…

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La farsa delle panchine: dopo aver rifiutato l’Ascoli, Pippo Inzaghi accetta la Reggina: ì reconditi misteri del calcio sempre più senz’anima.

 Quando le agenzie giornalistiche hanno diramato la notizia che Filippo Inzaghi aveva firmato un contratto triennale per guidare la Reggina, ho pensato alla solita boutade di un giornalista buontempone. Ben presto, però, si è avuta la conferma: è stato il nuovo proprietario della Reggina, Felice Sala, a confermare l’avvenuta operazione di mercato. Incredibile, ma vero. Super Pippo aveva rifiutato la proposta di Pulcinelli che lo avrebbe voluto sulla panchina bianconera ed ora ha accettato quella della Reggina. 

Fra le due società non esiste paragone sotto ogni aspetto, tutto a vantaggio, ovviamente, dell’Ascoli. Cosa può aver allettato il tecnico piacentino? I soldi? Crediamo che ne ha accumulati tanti in banca da potersi permettere a lui e alla famiglia un’esistenza da gran signori per tanti e tanti anni a venire. E allora? L’unica ipotesi potrebbe essere che Inzaghi sia stato colto dal forte timore che sarebbe rimasto inattivo e di conseguenza fuori dall’ambiente calcistico chissà per quanto tempo. 

Comunque, al di là di tutto, ormai i giochi sono fatti: Bucchi siederà sulla panchina bianconera ed Inzaghi su quella amaranto. Non vogliamo pensare all’accoglienza che la tifoseria bianconera riserverà al tecnico emiliano quel sabato in cui al Del Duca si giocherà Ascoli – Reggina!

Finestra calciomercato bianconero. in stand by per assorbire il duro colpo del mancato ingaggio di Tsadjout, il quale ha scelto di giocare per la Cremonese. Scelta comprensibile per un giovane di belle speranze, amara da digerire per chi da tempo pensava che la riconoscenza fosse ancora una parola in uso nel mondo del calcio: in fondo l’Ascoli lo aveva tirato fuori dalla melma in cui era caduto con il Pordenone rilanciandolo alla grande.

Punta e due centrocampisti restano i buchi da coprire. Un po’ quello che vogliono tutti perciò la ricerca si fa complicata. Confidiamo in Valentini.

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