Nel libro nero degli arbitri alla emme adesso c’è anche Marinelli

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Siamo curiosi di conoscere se il “maresciallo” Marinelli proseguirà nella sua opera scellerata, redigendo il verbale di fine partita, con inopportuna severità oppure, se rivendendo l’andamento dell’incontro, si sia reso conto che alcune sue decisioni potevano essere meno drastiche. 

Vorremmo tanto sbagliarci ma non abbiamo mai creduto ai ravvedimenti da parte della classe arbitrale anzi, spesso le situazioni sono state raccontate in maniera diversa dall’effettiva realtà. 

Ricordo l’episodio in cui Gigi Giorgi, dopo che Pairetto gli aveva fischiato contro una punizione ed aveva estratto il cartellino giallo, il giocatore bianconero gli appoggiò la mano sul braccio quasi a dirgli: “arbitro, rimettilo in  tasca”. Ebbene, nel suo referto Pairetto scrisse che Giorgi gli aveva dato un pizzicotto provocandogli un forte dolore all’arto. La sentenza fu una squalifica di ben 5 giornate.

la foto del “confronto” Giorgi – Pairetto

L’unica volta in cui un arbitro ha riconosciuto di aver commesso un grave errore avvenne nel corso della partita Milan – Spezia dello scorso campionato. Serra di Torino fischiò un fallo sulla trequarti spezzine dimenticando di applicare la norma del vantaggio in quanto la palla era finita sui piedi di Messias che segnò un bel goal. Il fischietto torinese tornò indietro annullando il goal e tornando indietro fece battere la punizione. A fine partita il direttore di gara scoppiò in lacrime conscio del grave errore che poi condannò il Milan alla sconfitta. Un gesto che spiazzò l’ambiente sportivo, ancor più quello arbitrale, ma al Milan non vennero restituiti i punti persi. 

Gli arbitri spesso dimostrano di non essere preparati a dirigerla. Lo sono dal punto di vista teorico ma mancano dell’indispensabile pratica in quanto non hanno giocato a calcio che avrebbe potuto insegnare loro molto. 

Rosario d’Onofrio ex capo della Procura Federale, arrestato con l’accusa di traffico di droga

Che il designatore degli arbitri sia digiuno di geografia non lo scopriamo oggi. I 76 chilometri che dividono Tivoli da Frosinone, entrambe le città appartengono alla Regione Lazio, badate bene, avrebbero dovuto mettere la pulce nell’orecchio di Rocchi nel senso che Marinelli poteva avere legami di amicizia con qualche personaggio frusinate per cui tale designazione era a dir poco inopportuna onde evitare l’insorgere, come ovviamente è accaduto, sospetti e polemiche. 

L’organizzazione arbitrale, dopo l’arresto dell’ex procuratore capo dell’Associazione Arbitri, Rosario D’Onofrio, accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, è stata travolta da un “tornado” che farà registrare una serie di conseguenze molto gravi. Auguriamoci che la questione si chiarisca al più presto con esito favorevole per D’Onofrio. Resta il fatto che bisogna agire soltanto per il bene del calcio, dalle piccole (vedi designazione di Marinelli) alle grandi cose.

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